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Prima settimana di marzo: l'alta pressione evolve verso est, ecco le possibili conseguenze

La manovra segue le pulsazioni della Corrente a Getto la quale a sua volta disegna l'andamento del vortice polare previsto in netto rinforzo sulla sua sede artica. Si prospetta anche un attacco da parte dell'Atlantico ma i propositi potrebbero alla fine agevolare ancora una volta l'alta pressione.

In primo piano - 24 Febbraio 2012, ore 11.00

 Quando un'onda atmosferica che scorre in seno alle correnti occidentali delle medie latitudini raggiunge una particolare ampiezza, tende a rallentare fino a divenire quasi stazionaria. Quando ciò accade si parla di anticiclone di blocco, situazione che ben conosciamo data la sua particolare frequenza che, a livello emisferico, vede nel settore atlantico orientale una delle sue sedi preferite di sviluppo (l'altra è a 180° est ovvero sull'estremo Oriente).

Nel caso contingente dobbiamo osservare che l'onda anticiclonica, pur molto ben alimentata dai flussi di calore subtropicale, non sarà particolarmente stabile o, per meglio dire, non tenderà a divenire stazionaria ma a evolvere, seppur lentamente, verso levante. Gli spazi lasciati liberi dalla grande bolla anticiclonica verranno quindi presi di mira dagli assi di saccatura proiettati dal vortice polare, i quali risulteranno determinanti nella comprensione dell'evoluzione e nella stesura di una prima prognosi a lungo termine.

Tanto per iniziare dobbiamo tenere presente che l'alta pressione avrà due pulsaizoni di picco, la prima nelle prossime ore, con apice sabato 25, la seconda tra mercoledì 29 febbraio e giovedì 1 marzo. A seguire la sua evoluzione appunto verso levante, con un'onda depressionaia figlia del ramo canadese del vortice polare pronta ad attraverare l'Atlantico in direzione della penisola Iberica.

Secondo alcuni scenari probabilistici tale struttura tenterà un approccio con il Mediterraneo occidentale tra il 2 e il 3 marzo (possibile peggioramento al nord, 25%) ma, per mancanza di convinzione, i risultati saranno modesti. Anzi, alla fine la sua collocazione a ovest del continente potrebbe andare a stimolare la nuova risalita della bolla di alta pressione ma questa volta con l'insidioso asse nord-africano (45%).

A quel punto però, probabilmente per il mancato supporto della convezione tropicale (ormai in pieno oceano Indiano) e per l'ovvia mancata presenza del monsone nord-africano, la struttura cederà sul nascere. Al suo post ecco inoltre sopraggiungere un blocco di aria più fredda dal nord Europa in direzione dell'Europa balcanica, con ripercussioni anche sull'Italia. L'evento porterà una fase più fredda e instabile soprattutto al centro-sud e si colloca tra il 5 e l'8 marzo (55%), ma potrebbe avere ulteriore seguito.

Così facendo l'aria fredda darà modo all'alta pressione atlantica di riprendere la sua ormai quasi consueta posizione al largo delle coste portoghesi, così da chiudere il cerchio e ricominciare da capo con la solita anomalia. 

Insomma, come potete capire una situazione tutt'altro che bloccata, una fase profondamente evolutiva che sembra quasi introdurre anzitempo la tipica dinamicità che si riscontra nella prima parte della primavera. Potrete trovare ulteriori approfondimenti questo pomeriggio consultando l'apposita rubrica Fantameteo.


Autore : Luca Angelini

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