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Prima settimana di febbraio al freddo e al gelo: ecco l'ipotesi del modello canadese

Apporto di aria gelida dall'Europa orientale per mezzo dell'alta pressione russo-siberiana, ciclogenesi sul Mediterraneo con alto rischio di nevicate a quote molto basse se non addirittura pianeggianti o costiere dapprima al sud, poi anche al centro e infine, pur in modo più settoriale, al settentrione.

In primo piano - 27 Gennaio 2012, ore 11.35

 Come ben sapete, l'elaborazione di una linea di tendenza che ci proietti in avanti di sette giorni, presuppone la consapevolezza di trovarci dinnanzi a scenari meramente probabilistici e, pertanto, l'obbligo di utilizzare i risultati con la dovuta prudenza. In questo caso ci è sembrato interessante mostrarvi l'ipotesi sformata dal modello fisico-matematico canadese, poichè ci pare la soluzione più appropriata per quanto detto sopra.

Fin da una prima occhiata salta subito all'occhio una imponente figura di alta pressione sull'Europa orientale, quale propaggine dell'anticiclone russo-siberiano. Valori di pressione al livello del mare fino a 1060 hPa denotano in maniera inequivocabile tale la struttura, tornata in auge dopo diversi anni di latitanza dal cuore dell'Europa.

Ebbene, l'onda d'urto di questo blocco di aria freddissima si farà sentire anche sul Mediterraneo, ancor più se pensiamo che una serie di rotori depressionari ivi presenti, trarranno da essa la propria fonte di alimentazione. Il risucchio forzato dell'aria gelida da est avverrà a impulsi successivi e dapprima concentrerà le sue forze sulle nostre regioni meridionali, dove fin dall'inizio del nuovo mese, si avrà tempo molto freddo e instabile con alta probabilità di rovesci nevosi anche a quote molto basse, o addirittura costiere come nel caso del basso Adriatico. Probabilità di realizzazione 60-65%.

L'aria fredda però, come spiegato sopra, sopraggiungerà con pulsazioni successive, il cui abbraccio si allargherà sempre più. Tra il 2 e il 3 febbraio potranno venire coinvolte anche le regioni centrali. Qui vi saranno le condizioni favorevoli a nevicate anche sulle coste lungo l'Adriatico fino alla Romagna. La probabilità si attesta al momento al 55-60%.

Il nord dovrà attendere una terza pulsazione la quale, scorrendo oltre le Alpi, rientrerà poi dalla porta francese del Rodano. Siamo tra il 4 e il 6 febbraio. L'ipotesi ufficiale del modello canadese cui ci riferiamo in questo approfondimento, diventa a questo punto sorprendente: l'imbardata dell'asse di saccatura continentale, per interferenza con un secondo asse depressionario in progressione dal nord Atlantico, potrebbe approfondire un minimo di pressione sui nostri mari di ponente.

L'ipotesi qui scende al 45% ma se si verificasse (noi saremo qui a seguire passo passo l'evoluzione) gran parte del nord e del centro, segnatamente i versanti tirrenici, potrebbero vedersela con nevicate di un certo peso anche a quote molto basse o pianeggianti.


Autore : Luca Angelini

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