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PREVISIONI METEO: l'ipotesi FREDDO ARTICO prevarica sull'ipotesi anticiclone

Resta confermata l'entrata in scesa di una fase instabile artica che dovrebbe accompagnarci sin verso il termine della seconda decade.

In primo piano - 10 Gennaio 2017, ore 18.25

Nonostante tentativi reiterati di ricompattamento del Vortice Polare abbiano caratterizzato anche questa prima metà di gennaio, tali tentativi non hanno mai avuto forza sufficiente a condurre in modo energico le correnti occidentali sul vecchio continente. Potremo forse chiamare in causa il tanto discusso "snowcover", cioè l'estensione dell'innevamento presente sul nostro continente europeo, un elemento di fondamentale importanza a mantenere il suolo raffreddato grazie all'effetto albedo, agevolando così la discesa delle masse d'aria fredda verso il nostro continente, senza che queste ultime incontrino alcun tipo di attrito.

Abbiamo così le correnti occidentali legate al lobo canadese del Vortice Polare in forte difficoltà a penetrare in modo efficace nelle zone lontane dal mare, soggette ad un clima continentale. Dal canto suo il già sopraccitato innevamento dei suoli, oltre a creare un "muro" all'ingresso della ventilazione oceanica, agevolerà ancora la discesa continua e recidiva dei "nuclei" d'aria fredda in quota che si distaccano dal tessuto del Vortice Polare per approdare sull'Europa.

Nell'ultima settimana l'azione dei venti gelidi continentali, grazie al complesso meccanismo che vi abbiamo appena riassunto, hanno contribuito a consolidare un disturbo a carico del nostro Vortice Polare la cui risonanza si farà sentire anche nei prossimi giorni.

Pare infatti scemare con gradualità (anche se non può ancora essere eclusa a priori) l'ipotesi anticiclonica mentre acquista importanza la cosiddetta "fase artica" prevista entrare in gioco sul vecchio continente da venerdì 13 gennaio in avanti. Dalla seconda metà del mese tali correnti che inizialmente proverranno dalla Penisola Scandinava occidentale (masse d'aria artico-marittime) tenderanno ad essere "imbastardite" da una componente continentale, portando un raffreddamento più deciso delle temperature anche sull'Italia nel range temporale compreso tra lunedì 16 e venerdì 20 gennaio. (da confermare) 

L'azione di disturbo che si esplicherebbe con la formazione di un'onda di Rossby molto pronunciata, continuerebbe a mantenersi attiva sull'Europa grazie ai flussi di calore che dall'oceano Atlantico potrebbero spingersi ripetutamente sino alla fascia polare e subpolare. Al momento le probabilità di riuscita della lunga fase fredda/instabile pronosticata dai modelli si aggira attorno al 65%. 

Seguite gli aggiornamenti su METEOLIVE.IT


Autore : William Demasi

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