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Previsioni meteo inverno 2015-2016: le prime ipotesi

Giungono ipotesi contrastanti circa l'andamento della prossima stagione invernale; le linee di tendenza su base teleconnettiva preannunciano un assetto poco favorevole alla dinamicità invernale ma la statistica sembra andarsene un po' per conto suo, mettendo in evidenza come un considerevole numero di inverni europei caratterizzati da un Nino Strong, siano risultati freddi e con temperature inferiori alla norma anche in Europa.

In primo piano - 6 Ottobre 2015, ore 18.00

I grandi movimenti atmosferici che stanno caratterizzando questo scorcio d'autunno, riportano alla mente le dinamiche tipiche di una stagione invernale che ancora non c'è. La mente viaggia e già ci si interroga su come potrebbe comportarsi il prossimo inverno, la cui data di inizio ufficiale sul calendario si fa giorno dopo giorno più vicina. La risposta come spesso accade, lascia spazio a varie interpretazioni, nessuna delle quali pretende di avere la verità in tasca. 

Da un lato dobbiamo infatti mettere in relazione quelli che sono alcuni dei più importanti indici teleconnettivi che quest'anno metterebbero in evidenza una situazione poco confortante circa l'inverno alle medie latitudini d'Europa. L'accoppiata Niño strong e la QBO (Quasi Biennal Oscillation) passata recentemente in segno positivo, secondo alcuni sarebbe sintomatica di un trimestre invernale caratterizzato dalla forte attività ciclonica di stampo oceanico, pronta a sferzare l'Europa settentrionale proprio nel cuore del periodo invernale. Una soluzione che, se dovesse trovare riscontro nella realtà dei fatti, condurrebbe l'Europa centrale ed il bacino del Mediterraneo a sperimentare un periodo di stasi portata da frequenti anticicloni e quindi a lunghi periodi di bel tempo e mitezza principalmente in montagna e lungo le coste, con nebbie e molto freddo nelle pianure.

Senza considerare le interazioni su base teleconnettiva, l'ipotesi di un inverno tiepido e mite può avere a tutti gli effetti una sua logica: attualmente il nostro Vortice Polare versa in una condizione di grande debolezza, gli scambi meridiani sono molto intensi e sovente riescono a trascinare masse d'aria calda fino alle latitudini polari, impedendo un corretto raffreddamento di tutte quelle zone che vanno poi a costituire "il serbatoio primario" del freddo su tutto l'emisfero.

Una situazione che potrebbe sembrare positiva, quale ad esempio l'intenso raffreddamento della temperatura previsto nei prossimi giorni sui settori nord-orientali europei, cela in realtà delle dinamiche antizonali esasperate che nelle prossime settimane o mesi, lasceranno spazio ad un fisiologico quanto inevitabile rinforzo del Vortice Polare. Il rischio è quello di sperimentare un autunno dinamico, avvicente ed anche freddo, con nevicate in montagna a bassa quota specie al nord seguito da un inverno caratterizzato dal ricompattamento tardivo del Vortice Polare. 

Tuttavia la soluzione del rebus non è così scontata; recenti studi hanno infatti dimostrato una correlazione molto forte tra gli eventi Niño Strong come quello attuale, e l'avvento di stagioni invernali caratterizzate da temperature sotto la media sul continente europeo. Viene così in parte sfatato il mito secondo cui la correlazione con gli inverni freddi europei esistesse solo negli episodi di Niña, dimostrando come in realtà ambo i fenomeni, soprattutto quando si manifestano nella loro forma "strong", amplifichino le ondulazioni della corrente a getto, rendendo mediamente più probabili le incursioni delle masse d'aria fredda di origine polare alle medie latitudini. 

Sarà quindi un inverno caratterizzato da un quadro termico più freddo del normale?

Attenendosi strettamente alla statistica, la risposta sembrerebbe affermativa. Attenzione però, ogni stagione è un capitolo a parte, nessuna risposta è ancora definitiva e bisognerà valutare con attenzione gli sviluppi futuri e le forzanti che andranno a crearsi nei prossimi mesi.


Autore : William Demasi

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