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Previsioni giugno 2013: ancora disturbi al nord, nessun caldo africano

Farà un po' più fresco del normale al nord e al centro, caldo ma non eccezionale al sud.

In primo piano - 20 Maggio 2013, ore 12.50

Se il mese di maggio è stato da incubo per il settentrione, a giugno le cose potrebbero non sistemarsi completamente, anche se entreremo nel trimestre caldo a tutti gli effetti.

Una figura depressionaria potrebbe continuare a proporsi appena ad est delle Isole Britanniche, bloccata nel suo movimento verso levante dalla formazione di un anticiclone europeo, che non riuscirà a mettersi in contatto con l'anticiclone delle Azzorre. Si originerà così una sorta di "buco nero" in cui andranno ad infilarsi diversi impulsi temporaleschi diretti verso il settentrione e su parte dell'Italia centrale. In un simile contesto è chiaro che il tempo su queste zone non potrà risultare sempre stabile e il caldo verrà costantemente limato da questi passaggi temporaleschi.

Se la passerà meglio solo il meridione, che a stento verrà raggiunto dalla coda di qualche passaggio piovoso e si godrà un caldo senza eccessi. Infatti la mancanza di affondi delle saccature verso l'ovest del Continente, impedirà alle bolle di aria calda di matrice africana di posizionarsi sul bacino centrale del Mediterraneo, evitando così una vera esplosione dell'estate bollente. La stabilità duratura e con essa il caldo vero giungerebbe a luglio, ma urgono ancora molte conferme.

Quanto alle precipitazioni andranno localizzandosi maggiormente lungo le Alpi e sui versanti adriatici, vista la piega prevalente delle correnti, che risulterà leggermente nord-occidentale. Le regioni più vulnerabili ai temporali saranno Veneto, Trentino alto Adige e Friuli Venezia Giulia.

Le temperature risulteranno così leggermente inferiori alla media del periodo al nord e al centro, ma persino al sud rimarranno a cavallo della media, senza eccessi in un senso o nell'altro.

A determinare la persistenza dell'instabilità è il quadro barico maturato in questi mesi primaverili, figli anche di un innevamento dell'emisfero settentrionale senza precedenti nella storia recente da novembre ad aprile, ma anche dell'azione della quasi biennale oscillazione dei venti nella stratosfera subtropicale che in questa fase favoriscono i moti zonali. Inoltre la linea di convergenza intertropicale, in grado con i suoi spostamenti verso nord di spingere verso di noi gli anticicloni subtropicali, non sembra decisa ad avanzare in modo importante verso il nord Africa.

NOTA DI REDAZIONE:

Ricordiamo ai nostri lettori che si tratta di tendenze generali, elaborate da un nuovo complesso modello sperimentale che utilizza milioni di dati provenienti da tutto il mondo e basa i suoi algoritmi sull’importante interazione tra oceani, terra emerse ed atmosfera. L’affidabilità del modello, e delle relative proiezioni stagionali, sta crescendo progressivamente, tanto che le linee di tendenza sino a 2 mesi possono raggiungere probabilità di successo fino al 65%, per poi calare lentamente e progressivamente in base alla lontananza della previsione. E’ quindi molto importante seguire tutti gli aggiornamenti che periodicamente vi forniremo.


Autore : Alessio Grosso

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