Scrivi una località, una regione o una nazione per ottenerne le previsioni del tempo
Località Data aggiornamento Quantità neve Impianti
MeteoLive NEWSLeggi tutte le news ›

Premio nazionale montagna sicura: ogni anno purtroppo una media di 20 italiani muore sotto le valanghe

Presenti fra gli altri il Dottor Guido Bertolaso e il nostro previsore responsabile e scrittore Alessio Grosso.

In primo piano - 6 Febbraio 2006, ore 14.16

“Torino 2006”, con tutto il suo carico di eventi sportivi e spettacolari, si avvicina a grandi passi e non è difficile pensare che gli italiani, non solo i praticanti e gli appassionati in genere, impiegheranno poco ad affezionarsi ancor più alla montagna. Così come è andata per la vela sulla scia, è il caso di dire, delle mitiche gesta del “Moro di Venezia” e di “Luna Rossa”, è facile pensare che accada per la montagna con il traino irresistibile delle imminenti olimpiadi invernali. I Giochi di Torino potranno essere l’occasione anche per conoscere meglio la montagna, qualcosa di più delle sue “regole”, che i “cittadini” in montagna dimostrano di non conoscere e rispettare, indisciplinati e imprudenti come sono. Non è un caso che ogni anno, in media, 20 italiani muoiano sotto le valanghe, e che non meno di tremila persone vengano salvate dai sistemi di soccorso alpino operanti nel nostro Paese. Questi dati sono emersi nel corso dell’incontro per il premio nazionale “Montagna sicura - Prevenzione e Soccorso” promosso dal Corpo forestale dello Stato e dedicato alle squadre di soccorso alpino delle diverse Amministrazioni dello Stato e del dispositivo di protezione civile. In tema di soccorso alpino e di prevenzione, i dati rilevano che tra il 1. giugno e il 30 settembre 2004 (ultimi dati accertati e disponibili) il Sistema Nazionale di Osservazione della Sicurezza in Montagna ha recensito 2.295 interventi riguardanti 2.891 persone. Anche se il numero delle persone soccorse ogni anno appare in fase discendente (la media è attualmente di meno di 3mila interventi annui), le richieste di soccorso sono ancora troppo frequenti. Sforzarsi di modificare, in meglio ovviamente, i comportamenti di chi frequenta la montagna è un impegno che accomuna tutte le Amministrazioni dello Stato, chi con la presenza sulle piste (Polizia, Carabinieri, Finanza), chi con l’intervento attivo in caso di incidente (Vigili del fuoco, Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico), chi con la prevenzione. In questo quadro merita qualche considerazione il problema legato alle valanghe. Secondo una ricerca commissionata da Assosport ad AC Nielsen-Sita, nel 2004 sono stati 2.690.000 gli sciatori italiani che hanno frequentato le piste: 1.854.000 per lo sci alpino, 461.000 quelli dello snowboard e 375.000 quelli dello sci di fondo. Ancorché si tratti di un dato in leggera flessione (-98.000 rispetto a quello del 1997), il numero sulle vittime da valanga è nettamente in controtendenza essendosi attestato, nella stagione 2002-2003 a quota 23, cifra ben superiore alla media degli ultimi 36 anni, che dal 1967 al 2003 ha registrato 20 vittime all’anno. Tuttavia l’Italia ha contato meno morti degli altri Paesi alpini: la Francia, infatti, ha lamentato negli ultimi 20 anni una media di 30 vittime/anno; la Svizzera e l’Austria si attestano invece a quota 26. Complessivamente, negli ultimi 20 anni in Italia, su 1.495 persone travolte da valanga, ne sono morte 394. Vale a dire che, su base annua, sono travolte in media 74 persone, 20 delle quali muoiono. Un rapporto evento/vittima molto alto, di gran lunga superiore persino a quello degli incidenti stradali, per i quali la mortalità media per incidente è di 3 su 100. Sul banco degli imputati, oltre a chi pratica sci fuori pista in condizioni di assoluta imprudenza provocando valanghe che travolgono anche i tranquilli sciatori di pista, c’è anche il cambiamento climatico. Ed anche, ci sembra doveroso sottolineare, la scarsa attenzione che i frequentatori della montagna pongono ad un servizio di vitale importanza quale quello offerto quotidianamente dal bollettino Meteomont. La temperatura sulle Alpi, a partire dall’inizio del secolo scorso, è cresciuta in media di un grado centigrado, mentre i ghiacciai alpini, dal 1990, si stanno riducendo di circa un metro all’anno. In aumento anche la quota media di “zero termico”, che sulle Alpi e sugli Appennini settentrionali è salita di circa 150 metri. Anche il Governo, sensibile alle problematiche legate alla montagna, ha sentito il bisogno di porre fine al “far west” delle piste da sci, stabilendo precise norme per assegnare precedenze, sorpassi, segnaletica, casco, velocità, con tanto di nuove segnaletiche volute dal Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti in linea con la normativa UNI. Durante l’incontro per la consegna dei premi “Montagna Sicura”, si è parlato molto dell’incidenza del rischio sulle piste da sci che, a conti fatti, non è più alta che in strada. È il fuoripista a creare la maggiore apprensione tra i soccorritori: una pratica in continuo aumento, molto pubblicizzata, ma di cui non si mostrano abbastanza i pericoli. Ora che andremo sulle nevi spinti da “Torino 2006”, ritrovarsi con il “codice delle piste” in tasca può garantire solo una diminuzione del rischio. Ma, come è stato rilevato da più parti, la legge demanda, con troppo ampio margine di discrezionalità, alla buona condotta e al senso di responsabilità di ciascuno la sicurezza e la prevenzione, che – possiamo fin da ora ipotizzare - toccherà comunque colmare, con la ben nota preparazione e professionalità, ai vari Corpi delle Amministrazioni dello Stato impegnati nel Soccorso Alpino.

Autore : Redazione MeteoLive.it

Questa pagina: Stampa Invia Favoriti | Condividi: Altro
Webcam
Vedi tutte
Satellite
Immagini e foto dal satellite

Immagini dal satellite

Guarda le ultime immagini inviate dal satellite Meteosat 8, da 36.000 km di altezza.

Visualizza
Editoriali
Leggi tutti
Newsletter

Iscriviti subito!

Scrivi la tua email

Ogni giorno riceverai le nostre previsioni meteorologiche direttamente nella tua casella e-mail!

Info Viabilità

h 19.57: A56 Tangenziale Di Napoli

rallentamento

Traffico rallentato causa traffico intenso nel tratto compreso tra Barriera Napoli Est (Km. 19,6) e..…

h 19.54: S01 Strada Grande Comunicazione Fi-Pi-Li (per Livorno)

coda rallentamento

Code a tratti causa traffico intenso nel tratto compreso tra Svincolo Gello-Bivio Allacciamento Dir..…

Leggi tutti
Dal FORUM
Vai al forum