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Precoce ricompattamento del Vortice Polare: quali conseguenze per il futuro?

L'anomala attività ciclonica dislocata sul comparto atlantico settentrionale, sulla Groenlandia e sul Canada orientale sta attirando la curiosità di numerosi "addetti ai lavori", che cercano di carpirne le cause responsabili della sua formazione così anticipata sulla tabella di marcia: che ripercussioni potrebbe sul tempo dell'Europa questo ricompattamento precoce del Vortice Polare in sede canadese e nord-atlantica?

In primo piano - 12 Agosto 2013, ore 10.40

L'estate mediterranea 2013 ha acquistato caratteristiche assai diverse rispetto a quello che era stato il comune denominatore delle estati anni 2000', spesso e volentieri dominate dall'anticiclone afro-mediterraneo, conseguenza di una mancata spinta offerta dalle correnti più fresche di origine nord-atlantica. In effetti la presenza dell'anticiclone delle Azzorre sul comparto europeo e Mediterraneo trova spiegazione in una anomala (per gli standard dell'ultimo decennio) attività ciclonica nord-atlantica che ha caratterizzato il tempo di questa estate.

Come mai quest'anno abbiamo a che fare con un atlantico così attivo?

Riteniamo che questo fenomeno sia in parte da imputare in una QBO (Quasi Biennal Oscillation) positiva. In buona sostanza questo indice teleconnettivo fornisce indicazioni circa l'intensità e la provenienza dei venti stratosferici equatoriali. Quando abbiamo a che fare con una QBO negativa i venti in sede equatoriale tendono a divenire antizonali (da est verso ovest), favorendo così una esasperata ondulazione del getto alle medie latitudini, a sua volta responsabile della scarsa evoluzione a levante delle figure di alta e bassa pressione, con conseguenti e frequenti blocking anticiclonici protagonisti della stagione estiva. A tal proposito l'annata 2013 ha presentato una prepotente inversione di tendenza di questo indice, che è andato ribaltando il suo segno da negativo a positivo. Quanto stiamo vivendo in questi mesi è quindi il risultato di una QBO positiva, la quale favorisce una prevalenza di venti occidentali (zonali) in sede stratosferica equatoriale, favorendo sull'Europa una maggiore dinamicità di tipo atlantico fatta di promontori e cavi d'onda che transitano velocemente da ovest verso est.

Come mai stiamo assistendo ad un ricompattamento del Vortice Polare così in anticipo sulla data di calendario?

Un anomalo ricompattamento del Vortice Polare Stratosferico a cavallo tra Canada, Groenlandia ed oceano Atlantico settentrionale è da ricercare nella presenza di alcune anomalie termiche negative sui tratti di mare prospicenti questi settori. La permanenza di queste anomalie negative è la conseguenza dell'anticiclone termico polare che ha influenzato lo stato del tempo europeo durante la seconda metà dell'inverno, prolungandosi sino alla prima parte della primavera. Anomalie negative di temperatura marina che nel cuore dell'estate non sono mai state completamente riassorbite, favoriscono adesso un ricompattamento anomalo del VP in questa sede. A tal proposito ecco cosa affermava Meteolive alla fine di luglio, in merito allo stato dei nostri ghiacciai polari: http://meteolive.leonardo.it/news/MeteoLive-Zoom/50/Artico-estate-2013-come-stanno-i-ghiacci-polari-/42468/ .

Quali conseguenze potrebbe portare questo eccesso di freddo in sede nord-atlantica nel futuro dell'Europa e del Mediterraneo?

L'effetto più immediato, visibile già dalle previsioni deterministiche a medio termine, comporta la presenza di una attività ciclonica di stampo nord-atlantico senza dubbio maggiore rispetto a quella degli ultimi anni. Con queste premesse, il termine della stagione estiva potrebbe avvenire secondo canoni che risulterebbero assai simili alle annate caratteristiche degli anni 80' e 90', in cui la rottura estiva avveniva non per opera di masse d'aria artica frutto di scambi meridiani, bensì da masse d'aria nord-atlantica provenienti da ovest o da nord-ovest.

Dopo un'estate più simile ai canoni vecchio stile, subentrerà un autunno con una maggiore ingerenza atlantica ed una maggiore zonalità dei venti? Si tratta di un'ipotesi certamente più probabile rispetto all'anno 2012 ma ancora non diagnosticabile a priori.

 

 


Autore : William Demasi

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