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Possono formarsi cicloni sul Mediterraneo?

La risposta è affermativa e assomigliano in tutto e per tutto a quelli tropicali, tanto da avere assunto la denominazione tecnica di Tropical Like Cyclones. Analizziamo dove si possono formare e perchè

In primo piano - 27 Ottobre 2008, ore 09.20

Certo non si tratta dei devastanti Uragani del mar del Caraibi o dei temibili Tifoni giaponesi, tuttavia anche il Mediterraneo ha i suoi cicloni. La dinamica di sviluppo risulta del tutto simile proprio agli uragani tropicali, poichè si formano sulle calde acque del Mare Nostrum alla fine dell'estate e nella prima parte dell'autunno. Si tratta in sostanza di vortici a cuore caldo, nati per dissipare l'energia accumulata alla fine della stagione estiva in un dato settore al di sopra delle acque mediterranee atmosfericamente predisposto da vari fattori. La massa nuvolosa, trovate le condizioni ideali per lo sviluppo, pesca vapore e calore dal mare, mentre l'orografia e/o l'interazione con la circolazione generale dell'atmosfera provvede a costruire il vortice. Questo tende poi ad assumere la caratteristica forma a spirale con movimento rotazionale antiorario a causa della rotazione terrestre e della ben nota forza di Coriolis. La pressione atmosferica al livello del mare all'interno della struttura scende al di sotto dei 1000 hPa. La discesa della pressione a volte è impressionante, dell'ordine di 1 hPa all'ora, mentre i venti che soffiano tutto attorno possono raggiungere i 140 km/h e i fenomeni che si accompagnano sono piogge torrenziali e a prevalente carattere temporalesco. Il diametro medio di queste strutture si aggira intorno a 200-400 km e, a seconda dell'energia in gioco, la durata dell'evento può limitarsi a poche ore come invece persistere fino a un massimo di due giorni. Quando possono formarsi queste autentiche "bombe mediterranee", come le aveva definite T. Bergeron, fondatore della scuola meteorologica norvegese e autore della teoria dei fronti? Il mese più votato è senza dubbio settembre, con il 22% dei casi studiati, segue agosto con il 15%, ottobre, gennaio e febbraio con 14%. Molto meno probabile lo sviluppo di questi mostri nei mesi di Luglio, novembre e dicembre. Dove si formano? Teoricamente su tutto il bacino del Mediterraneo, tuttavia vi sono settori privilegiati ove si trovano con maggior frequenza le condizioni ideali di sviluppo. Per quanto riguarda la zona di interesse italiana abbiamo il mar di Sardegna, tra la nostra Isola e le Baleari, il basso Tirreno, il Canale di Sicilia e il mar Jonio. Tra quelli più pericolosi quelli ad ovest della Sardegna, poichè viaggiando in seno al generale flusso occidentale (che però deve essere debole pena la distruzione della struttura ciclonica), possono facilmente raggiungere l'Isola. Anche quelli che si sviluppano sul basso Tirreno riescono a volte a spingersi verso le coste calabresi, mentre quelli sul Canale di Sicilia tendono a lambire le coste meridionali di codesta regione transitando sulle isole minori di Lampedusa, Pantelleria e Malta. Quelli che prendono origine sullo Jonio spesso tendono poi a dirigersi verso il mare aperto puntando verso il golfo Libico, tuttavia si sono avuti casi in cui sono state lambite le isole greche più meridionali, il Peloponneso e l'Egeo.

Autore : Luca Angelini

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