Scrivi una località, una regione o una nazione per ottenerne le previsioni del tempo
Località Data aggiornamento Quantità neve Impianti
MeteoLive NEWSLeggi tutte le news ›

Polo Nord, come potrebbe superare la crisi? (seconda parte)

Nella prima parte della nostra analisi abbiamo citato forzanti a grande scala, ora esaminiamo la problematica più nel dettaglio.

In primo piano - 4 Ottobre 2010, ore 12.20

Nel corso della prima parte del presente articolo abbiamo appurato che un vortice polare molto forte agevola il contenimento e l'accumulo del freddo polare entro il Circolo Polare Artico. E' dimostrato che una temperatura più bassa naturalmente favorisce una più rapida e coerente compattazione dei ghiacci oceanici in sede artica.

In realtà, la scansione dell'indice su un piano di riferimento stagionale pone gli opportuni distinguo. Molto importanti sono anzitutto gli eventi che si verificano durante l'autunno. Un autunno nevoso è molto produttivo, perchè i depositi nevosi freschi forniscono anzitutto la materia prima e hanno la possibilità di assestarsi e di consolidarsi a causa della lunghissima notte invernale che è solo al'inizio. Per questo motivo in autunno è preferibile un indice AO prevalentemente positivo.

In inverno però le cose stanno diversamente: il gelo invernale che giace sulla calotta polare determina un calo delle temperature su valori estremamente bassi, tali che l'aria può contenere solo minimi quantitativi di umidità. Quella poca umidità dunque non sarebbe in grado di produrre intense nevicate, ma sarebbe molto più utile invece ritrovarla "incollata" al suolo innevato onde produrre un intenso e costante brinamento delle superfici innevate. In inverno dunque necessiterebbero cieli prevalentemente sereni e dunque condizioni di indice AO positivo.

Naturalmente l'avvento della primavera dovrebbe presentare una situazione speculare a quella autunnale, dunque produrre frequenti precipitazioni nevose. E' il caso quindi che l'indice AO torni negativo, soprattutto nella seconda parte stagionale.

Infine l'estate, nota dolente dei ghiacci polari. La situazione ideale vorrebbe un pattern prevalentemente orientato ad indice AO di tipo negativo. Questo affinchè il freddo presente sulla calotta artica non vada disperso verso le medie latitudini. Per contro occorrerebbero però anche alcune temporanee fasi positive affinchè la copertura nuvolosa lasci spazio ad alterne fasi di cielo sereno.

Questo perchè la radiazione infrarossa intrappolata da una copertura nuvolosa insistente sarebbe più deleteria di quella diretta solare, la quale risulta difatti incidente sempre con un angolo molto basso sull'orizzonte. Insomma nubi si, ma produttive, quindi un indice AO altalenante su valori diametralmente opposti e sempre più proiettati verso un andamento negativo nella seconda parte della stagione, così da collegarsi ad un autunno nuovamente prodigo di precipitazioni.

Il meccanismo descritto pare di difficile attuazione. In realtà qualora la circolazione generale dell'atmosfera imboccasse il ciclo dinamico descritto, lo stato di salute dei ghiacci artici ne ricaverebbe un indubbio giovamento, ammortizzando significativamente le conseguenze prodotte dal "riscaldamento planetario selvaggio" degli anni '90.


Autore : Luca Angelini

Questa pagina: Stampa Invia Favoriti | Condividi: Altro
Webcam
Vedi tutte
Satellite
Immagini e foto dal satellite

Immagini dal satellite

Guarda le ultime immagini inviate dal satellite Meteosat 8, da 36.000 km di altezza.

Visualizza
Editoriali
Leggi tutti
Newsletter

Iscriviti subito!

Scrivi la tua email

Ogni giorno riceverai le nostre previsioni meteorologiche direttamente nella tua casella e-mail!

Info Viabilità
Leggi tutti
Dal FORUM
Vai al forum