Scrivi una località, una regione o una nazione per ottenerne le previsioni del tempo
Località Data aggiornamento Quantità neve Impianti
MeteoLive NEWSLeggi tutte le news ›

PO: situazione mai così grave dal 1922

Viaggio lungo il fiume ridotto a rigagnolo, con il mare che entra nella foce Sassi e sale, quel che resta del Piave.

In primo piano - 28 Luglio 2006, ore 10.02

E' la situazione peggiore dal 1922, non c'è più acqua per irrigare i campi SAN DONA' DI PIAVE. Anche il silenzio è secco, rotto soltanto dai motori dei trattori che azionano le pompe per irrigare i campi e i vigneti. Nel primo pomeriggio, risalendo il Piave da San Donà fino a Maserada, si nota soltanto qualche pescatore sulle rive, mentre negli invasi e nei campi, sparuti gruppi di agricoltori si affrettano con tubature e «cannoncini», per dare acqua e salvare almeno la futura vendemmia o quello che resta del mais. Acqua che non c'è, se i dati dei consorzi di bonifica raccontano che dal 1922, anno in cui sono iniziate le rilevazioni, non era mai piovuto così poco. La denuncia è economica ed ambientale ed interessa tutti i fiumi del Veneto. Oggi, la giunta regionale ragionerà della possibilità di chiedere al governo lo stato di calamità per quanto riguarda la crisi idrica del fiume Po e del suo delta, insistendo sulla probabile inutilità di ogni intervento, visto che l’acqua del mare (fenomeno che i tecnici chiamano «cuneo salino») sta risalendo il corso del fiume. Lo stesso problema è stato segnalato per il Piave, dove l’acqua salmastra è risalita per oltre 35 chilometri dalla foce di Cortellazzo. Il mare invade gli alvei a causa della scarsa portata dei fiumi. Così, fino a Fossalta di Piave e Zenson, il fiume appare ferito, ma in fondo ancora carico d’acqua. Solo che quella non è acqua di fiume, ma onda salmastra che non si può utilizzare per irrigare i campi. L’acqua per usi irrigui arriva soprattutto dal Sile o dalla Livenza, altri fiumi che denunciano la siccità, con rilevazioni dei livelli che scendono oltre i 30 centimetri da quelli usuali. La stessa sofferenza raccontata dalla Confederazione Italiana Agricoltori o dalla Coldiretti, che nel veneziano e nel trevigiano hanno denunciato danni per milioni di euro, raccolti compromessi attorno al 20%, nei casi in cui l’irrigazione è ancora possibile, e per l’80% dove l’acqua non riesce ad arrivare. Tutto è comunque perduto, perchè il danno è già definito ed il sollievo di una pioggia eventuale non potrebbe colmare le perdite. Il resto, piuttosto, è questione di contributi, dichiarazioni di calamità ambientale, fondi a disposizione, non di agricoltura viva. Perchè il racconto comincia dal vero volto del fiume, quello che inizia a mostrarsi a Ponte di Piave. Basta attraversare il ponte con l’auto, per osservare a destra e a sinistra, il rigagnolo fra i sassi bianchi, il niente di acqua ferma che ha preso il posto del Piave. I dati raccolti dal centro raccontano che lungo il corso della Piave funzionano 30 impianti di produzione idroelettrica (Enel) con oltre 50 captazioni degli affluenti in alta quota. Impossibile, invece, l’elenco dei prelievi abusivi che ne riducono ulteriormente la portata. I singoli interessi si intrecciano con la metereologia e l’assenza di un piano che pensi alla Piave dal Peralba a Cortellazzo. La crisi ambientale del fiume è cronica ed emerge con la siccità. Magari il cielo può fare qualcosa. Domenica scorsa, la diocesi di Udine ha invitato i parroci alla recita delle rogatorie, invocando la pioggia. (27 luglio 2006) ecco un articolo apparso ieri nel giornale locale la nuova venezia: parla da solo! solo che in televisione si sente solo parlare di siccità per il Po, il Ticino, la Lombardia e l'Emilia-Romagna! Ci troviamo invece di fronte dell'annata più secca dal 1922 a questa parte e nessuno lo dice: pare che qui in veneto si stia bene...E il mais nei campi stenta ad arrivare al metro in parecchi campi... non piove praticamente dal 9 maggio quando caddero circa 30 mm di pioggia!! un paio di piogge di una decina di mm il 24 maggio e i primi di luglio... poi più nulla... la terra è dura come il cemento e spaccata dall'arsura e l'erba gialla sembra ricordare la savana durante la stagione secca... forse ci dovremmo abituare anche noi alla stagione delle piogge e a quella della siccità? Il caldo? si fa molto caldo ma forse, almeno qui o per quanto ricordi io, il 2003 è stato decisamente peggiore!! Intanto speriamo in un qualche temporale che ammorbidisca la scorza dura del terreno e che faccia da maschera ai mille problemi che in realtà la siccità nasconde...

Autore : Report di Alessandro Buoso

Questa pagina: Stampa Invia Favoriti | Condividi: Altro
Webcam
Vedi tutte
Satellite
Immagini e foto dal satellite

Immagini dal satellite

Guarda le ultime immagini inviate dal satellite Meteosat 8, da 36.000 km di altezza.

Visualizza
Editoriali
Leggi tutti
Newsletter

Iscriviti subito!

Scrivi la tua email

Ogni giorno riceverai le nostre previsioni meteorologiche direttamente nella tua casella e-mail!

Info Viabilità
Leggi tutti
Dal FORUM
Vai al forum