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Piogge autunnali: perché fanno così fatica ad arrivare?

Mancano gli "ingredienti" principali, in particolare l'acceso contrasto fra l'aria umida e mite presente sull'Italia e l'aria fredda di origine artica, troppo lontana dai nostri confini.

In primo piano - 1 Ottobre 2004, ore 10.04

L'anticiclone scandinavo si è ormai formato, è in bella mostra fra Norvegia e Svezia, due Nazioni che in queste ore stanno godendo di un clima autunnale piuttosto "tranquillo", con un po' di sole alternato a nubi basse e qualche banco di nebbia, sintomo della calma di vento che regna in zona. Come accennato nei giorni scorsi però questa figura di alta pressione è l'unica dominatrice al momento; sull'Europa meridionale infatti prevale un campo di pressioni livellate che non riesce a portare sole splendente ovunque, ma neanche permette alle grandi perturbazioni di invadere il Mediterraneo. Siamo insomma immersi in una sorta di "palude barica", una di quelle configurazioni dall'evoluzione pigra ed estremamente complessa, che vede prevalere le situazioni locali, come ad esempio le deboli infiltrazioni di aria umida che stanno portando alla formazione di nubi ed a qualche breve pioggia su Liguria e Toscana. Le grandi piogge autunnali sembrano quindi lontane anni luce, le estese perturbazioni atlantiche sono titubanti, e fanno fatica ad affacciarsi sull'Europa meridionale; per quale motivo ci troviamo in questa situazione? La spiegazione è semplice sia da esporre che da comprendere: innanzitutto mancano i contrasti fra masse d'aria; proprio la presenza della palude barica indica la scarsa attività della Corrente a Getto Polare sul Continente Europeo e di conseguenza anche l'assenza di intense discese di aria fredda verso sud (o risalite di aria calda verso nord) che aumenterebbero la probabilità di formazione di perturbazioni. Un altro motivo, se vogliamo in parte legato a quello appena esposto, riguarda la mancanza del flusso zonale, ossia di quelle correnti umide e miti che dall'Oceano spirano verso il Vecchio Continente portando nubi estese e giornate di piogge copiose alternate ad altre con tempo più soleggiato. Possiamo sperare in un cambiamento deciso in questo senso nei prossimi giorni? E' ancora presto per entrare nei dettagli, tuttavia è quantomeno probabile che la depressione d'Islanda si spinga verso l'Europa centrale e la Spagna nel corso dei prossimi 4-5 giorni, favorendo un richiamo di correnti sempre più umide e miti in direzione dell'Italia; il grande ciclone dovrebbe riuscire anche a sospingere aria fredda di origine artica verso il Golfo di Guascogna ed il Portogallo entro 6-7 giorni, quindi (visto quanto spiegato in precedenza) le possibilità di formazione di intense perturbazioni si faranno sempre più elevate. Rimane una sola grande incognita; l'anticiclone scandinavo infatti si affloscerà lentamente e si coricherà sui Balcani ed il Mar Nero, opponendo un "muro" alle perturbazioni in arrivo dalla Spagna; come spesso accade in questi casi è probabile che l'Italia diverrà terra di contesa fra le due figure bariche antagoniste, una contesa che alla lunga si tradurrà in grossi contrasti termici e concrete possibilità di pioggia.

Autore : Lorenzo Catania

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