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Pillole meteo: le depressioni sulla Penisola Iberica, quali conseguenze per la nostra Penisola?

La Penisola Iberica è spesso sede di depressioni che tendono ad isolarsi dal flusso atlantico principale. Cosa comporta la loro presenza qui da noi?

In primo piano - 30 Agosto 2013, ore 13.52

L’Oceano Atlantico sforna l’ennesima perturbazione: essa ci appare ben distesa ad arco e in procinto di interessare le coste portoghesi, quelle francesi e le Isole Britanniche.

Se il fronte non trovasse ostacoli viaggerebbe piuttosto spedito anche verso le nostre regioni, raggiungendole in uno o due giorni. Se così fosse, le previsioni del tempo sarebbero molto più semplici e si potrebbe sicuramente dire “piove in Spagna? Benissimo, allora domani pioverà in Francia e dopodomani in Italia”.

Purtroppo, la situazione quasi mai si comporta in modo così semplice; il fronte in procinto di interessare il nostro Continente dovrà difatti affrontare molte peripezie prima di giungere sul nostro Paese e non è detto nemmeno che riesca a raggiungerlo!

Chi è che ostacola e devia le perturbazioni? Sono principalmente le zone di alta pressione che possono essere poste nel cuore del Continente, sull’Atlantico o sul Mediterraneo. Se l’arrivo della perturbazione sulle coste occidentali europee è accompagnato da un afflusso di aria fredda che dal nord Atlantico si getta fin sul Marocco e le Canarie, quasi sicuramente sul lato orientale di tutto il sistema vi sarà una risalita di aria calda sub-tropicale. Essa, in genere, getta la basi per l’affermazione di una cellula di alta pressione, sempre di matrice sub-tropicale, che tenderà a disporsi con asse meridiano ad est del sistema perturbato, quindi sul Mediterraneo e l’Italia, impedendo ad esso di progredire a levante.

In questo caso, una depressione sulla Penisola Iberica comporta un aumento delle temperature sul nostro Paese e un tipo di tempo molto stabile e caldo. Se l’alta pressione in questione risulta molto potente, questa può annullare tutti i movimenti da ovest verso est delle masse d’aria e la depressione sull’Iberia, non essendo più alimentata, può estinguersi sul posto, senza dare effetti da noi. Ecco la fine più ingloriosa di una perturbazione atlantica!

Capita talvolta, soprattutto nel periodo invernale, che l’alta pressione risulti più potente sull’Europa centrale e settentrionale e che sull’Italia domini una sorte di “palude barica” con valori di pressione non troppo elevati. In questo caso la depressione iberica tenderà a muoversi verso le basse latitudini mediterranee, in quanto farebbe molta più fatica a confrontarsi con un solido anticiclone europeo.

Siccome la natura segue sempre i percorsi più comodi, quelli che impongono a lei meno fatica, ecco le nubi e le piogge puntare verso il centro e il sud, dove l’alta pressione risulta più vulnerabile, lasciando spesso a secco il nord. In questo caso si parla di blocco atlantico sull’Europa con le perturbazione che tenderanno a scorrere dove la resistenza anticiclonica sarà minore.

Il terzo caso vede la depressione sulla Spagna isolarsi dal flusso atlantico principale e venire ricatturata dal suddetto flusso in seguito, magari dopo qualche giorno. In questo caso i fenomeni tenderanno ad interessare buona parte dell’Europa centrale e il nord Italia, lasciando a secco il centro e il sud. Questa situazione è molto frequente nella stagione calda e può comportare temporali anche violenti sul nostro settentrione.

Esaminiamo anche un quarto caso, molto raro per la verità, che vede una sorta di zonalità pura, ovvero un transito da ovest verso est del fronte senza eccessivi ostacoli. In questo caso verrebbero interessate per prime le regioni settentrionali e in seguito anche le altre regioni italiane. Questa situazione presuppone la non presenza di anticicloni in grado di bloccare il fronte in arrivo dall’Atlantico. Può capitare, ma abbastanza raramente, soprattutto in questi ultimi anni.
 


Autore : Paolo Bonino

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