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Pianure del nord-ovest ridotte a lande desolate, in Val d'Aosta vige lo stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi!

Dopo un inverno assai avaro di precipitazioni, il mese di marzo non ha saputo offrire una degna "ripartita" sul fronte della neve e della pioggia, almeno fino ad ora.

In primo piano - 21 Marzo 2005, ore 10.33

Niente da fare! Le precipitazioni, a parte le modeste spruzzate di neve dell'inizio del mese, sulle pianure del Piemonte e soprattutto sui rilievi non sonon arrivate. Passando con l'automobile per il tratto Vercelli-Santhià-Ivrea non si può fare a meno di notare la notevole aridità del terreno, con i campi arati ridotti ad autentiche lande polverose. I contadini cercano di rigirare la terra con i trattori, ma il risultato è quello di alzare grandi quantità di polvere, senza il minimo risultato. La pioggia, spesso ingiustamente vituperata, adesso rischia di diventare una meteora benedetta per questa zona d'Italia. La natura ha sete, anche i fiumi sono ridotti a rigagnoli...insomma deve piovere! Proseguendo il nostro viaggio verso la Val d'Aosta la situazione non cambia, anzi, diventa forse ancora più critica. I primi contrafforti montuosi alle spalle della cittadina di Ivrea sono completamente brulli. Dopo la "batosta" di quest'ultima settimana, che ha portato lo zero termico oltre i 3500 metri, la neve è ormai relegata a chiazze isolate sui 2000 metri di altezza. Al di sotto di questa quota tutto è brullo e secco. Inoltrandosi nel cuore della Val d'Aosta in direzione delle stazioni sciistiche più note, lo spettacolo non migliora assolutamente. Molti impianti sono già in crisi. Le piste da sci assomigliano ad autostrade bianche che si stagliano tra il verde-marrone dei prati. Solo in quota, oltre i 3000 metri, la neve è ancora presente anche ai bordi dei tracciati. In tutta la Valle d'Aosta vige lo stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi. Le autorità competenti, vista la notevole secchezza del terreno, hanno emanato un'ordinanza che vieta tassativamente di accendere fuochi all'aperto. Nelle giornate di sabato 12 e domenica 13 marzo, infatti, un vasto incendio ha mandato in fumo decine di ettari di bosco nei dintorni di Saint Vincent. La nube di fumo ha ricoperto anche buona parte della Valle del Lys, arrivando fino a Gressoney. Adesso si guarda il cielo. Si spera che arrivi la perturbazione "Salva-Pasqua" che consenta di innevare almeno i contrafforti più alti dei comprensori sciistici. Come già anticipato, la rimonta sub-tropicale della settimana scorsa ha dato un duro colpo al manto nevoso, soprattutto alle quote inferiori, con inevitabili conseguenze. Lasciatecelo dire! Vedere l'angolo nord-occidentale italiano ridotto in questo modo fa davvero impressione. Del resto, dopo mesi e mesi di correnti secche settentrionali e completa assenza di perturbazioni atlantiche che cosa ci si poteva aspettare?

Autore : Paolo Bonino

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