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Perturbazione in avvicinamento al settentrione: temporali dove e quando?

Analizziamo le mosse della perturbazione che si sta approssimando alle nostre regioni nord-occidentali.

In primo piano - 3 Luglio 2008, ore 11.47

Il motore depressionario entro il quale è incernierata la perturbazione attesa nelle prossime ore sulle nostre regioni settentrionali risulta centrato poco a nord-ovest delle isole Britanniche. Sul suo lato posteriore affluisce aria fresca di origine polare marittima, mentre sottovento alla medesima, ossia a ridosso dell'arco alpino occidentale, si stende un letto di correnti calde e umide orientate mediamente da sud-ovest presenti soprattutto tra il suolo e i 700hpa (circa 3000 metri di quota) davanti al fronte. Si tratta dunque di un fronte freddo. L'afflusso di umidità nei bassi strati risulta quindi significativo e l'azione indotta dalle Alpi tenderà ad intrappolare sul catino padano questa riserva di energia potenzialmente favorevole allo sviluppo di temporali. L'innesco della fenomenologia si attiverà allorquando il fronte in quota (evidenziato da un parametro termico frontale piuttosto evidente con la nuvolosità già immersa in aria fredda) supererà la barriera alpina, ossia tra il pomeriggio e la sera di giovedì. Le correnti riusciranno tra l'altro a costruire un discreto shear verticale del vento, ovvero l'aria tenderà a provenire da direzioni diverse salendo di quota. Inoltre l'avvicinamento in altitudine del ramo ascendente della corrente a getto, con valori anche superiori ai 40 nodi entro il suo core, fornirà una ulteriore forzante dinamica costruendo anche un discreto shear in velocità ma non è tutto. In seno alla corrente a getto saranno trasportati alcuni nuclei di vorticità ciclonica che sorvoleranno le nostre regioni di nord-ovest ad alta quota fornendo il tiraggio per la risalita di aria calda e umida dai bassi strati. Al suolo dovremo dunque attenderci una buona convergenza del vento sul Piemonte occidentale e settentrionale. Saranno dunque concentrati con maggior probabilità lungo questi settori i fenomeni temporaleschi più intensi, stante anche l'ottima iniezione di aria caldo-umida dai bassi strati. Unico fattore di inibizione risiede nell'indice CAP piuttosto tenace, il che evidenzia iniezioni di aria più stabile alle quote intermedie. La propensione dell'aria a salire di quota con movimento elicoidale, secondo quanto suggerito dal parametro dell'elicità, aggiunge però anche la probabilità non proprio remota di assistere ad isolati episodi vorticosi sulle zone di pianura tra il Piemonte orientale e la Lombardia occidentale, in particolare laddove i "tappi" degli strati di aria stabile descritti poc'anzi riusciranno a saltare. In termini precipitativi i quantitativi maggiori potranno essere registrati lungo la fascia pedemontana compresa tra il Canavese, biellese, vercellese, novarese, bassa val d'Ossola e zona Verbano, in estensione con il passare delle ore anche all'alto milanese e alla zona del Lario. Lungo queste fasce non si escludono anche isolati episodi grandinigeni.

Autore : Luca Angelini

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