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Perito Moreno: crolla seracco, mondo in fibrillazione ma il Global Warming non c'entra

Ancora una volta il riscaldamento globale si prende attenzioni non dovute. Questa volta è stato il crollo di un seracco del ghiacciaio argentino Perito Moreno a rispolverare la questione. In realtà si tratta di normalissimi movimenti della superficie glaciale

In primo piano - 9 Luglio 2008, ore 11.49

Non passa giorno che questo tarlo denominato Global Warming non entri nelle case di tutti noi. La benzina gettata sul fuoco da coloro che vogliono inculcare a tutti i costi catastrofi che esistono solo nei loro cervelli continua a scorrere, soprattutto sulle pagine dei giornali. Dopo la clamorosa eco data al normalissimo distacco di un iceberg in Antartide, ora ecco nuovamente alla carica gli amanti dell'horror climatico. Al centro dell'attenzione un grande e famosissimo ghiacciaio, il Perito Moreno, entrato per meriti assoluti insieme agli adiacenti Upsala e Spegazzini, nell'Olimpo del Patrimonio Naturale dell'Umanità. Sito in Patagonia nel parco di Los Glaciares, si tratta di una attrazione turistica di prim'ordine ma anche della terza riserva d'acqua dolce del Pianeta, dopo quella delle calotte polari. Va da sè che ci troviamo di fronte ad un ghiacciaio dalle proprorzioni inimmaginabili, sottoposto a colossali spostamenti dovuti ai normali cicli insiti nella massa glaciale che non deve essere concepita come immobile ma come un grande fiume che scorre al rallentatore e che lentamente ma inesorabilmente si trasforma. Le colossali tensioni e i sinistri scricchiolii che si verificano nella massa glaciale del Perito Moreno sono particolarmente evidenti e conosciuti. Teniamo a sottolineare anzitutto che la sua fronte negli ultimi 100 anni è risultata nel complesso stabile e invariata, seppur sottoposta a continui processi di arretramento e di avanzamento, nonchè ad un assottigliamento di circa 14 metri (su uno spessore massimo di circa 700). Basti pensare che il ghiaccio si sposta di circa 2 metri al giorno e la fronte va incontro ad uno scioglimento regolare che eguaglia gli accumuli in quota con un sostanziale mantenimento costante della posizione, anche se talvolta si verificano crolli come quello occorso venerdì 11 luglio. La situazione non è nuova e il Global Warming qui non c'entra, basti pensare che nel lontano 1917, ossia in epoche non sospette, avvenne uno tra i più impressionanti crolli della massa glaciale in questione la quale trascinò a valle addirittura una foresta intera. In definitiva però l'attività del ghiacciaio è abbastanza regolare e avvenimenti spettacolari come quello notiziato in questi giorni avvengono mediamente ogni 3-4 anni. L'evento è dovuto essenzialmente alla presenza di un lago nei pressi della lingua teminale del ghiacciaio. Il lago in una prima fase viene parzialmente invaso dai ghiacci che scendono verso la fronte a cicli regolari. Il muro di ghiaccio che sprofonda nel lago costringe le acque a raccogliersi tutte su di un lato finchè la forza dell'acqua non riesce a sgretolare la barriera glaciale provocando quei fragorosi crolli che ormai saltano all'onore delle cronache solo ingiustamente all'ombra del Global Warming.

Autore : Luca Angelini

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