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Perche il FREDDO ha così difficoltà a raggiungere il nostro Paese?

Uno sguardo al comportamento della circolazione atmosferica europea per arrivare a capire le difficoltà che il freddo deve affrontare per raggiungere il nostro Paese e l'area affacciata al bacino del Mediterraneo.

In primo piano - 30 Dicembre 2016, ore 19.00

Che i paesi affacciati al Mediterraneo abbiano sempre goduto di un clima particolarmente favorevole è una consapevolezza ben nota a tutti; la nostra posizione geografica vanta inoltre la presenza di importanti rilievi montuosi alle nostre spalle, questi ultimi trattengono in modo molto efficace le masse d'aria fredda sui versanti settentrionali. Abbiamo poi l'influenza portata dal Mediterraneo e la presenza dell'oceano Atlantico, dettagli non trascurabili che rendono la nostra terra particolarmente "sicura", costantemente mitigata dall'influenza delle circolazioni d'aria mite provenienti proprio da queste due grandi aree marine. Sulle nostre terre di appartenenza le ondate di freddo dure e crude sono quindi delle visitatrici solo temporanee e generalmente la loro influenza rimane circoscritta allo spazio di poche giornate. 

Su questo punto cardine, e cioè che il clima del Mediterraneo e dell'Italia sia per sua stessa definizione un clima MITE, dobbiamo però fare delle considerazioni; in questi ultimi decenni osserviamo una riduzione nell'incidenza di tutti quei disegni barici invernali che nel passato rendevano le nostre stagioni assai più dinamiche rispetto a quelle attuali.

Rimane difficile stabilire COME la circolazione generale dell'atmosfera nel corso dei decenni si sia trasformata in conseguenza di un riscaldamento globale che, sia esso per cause antropiche o per cause naturali, appare ormai assodato. In ambito europeo verifichiamo l'esistenza di figure anticicloniche particolarmente tenaci, possiamo altresì osservare una reiterata difficoltà dell'atmosfera nel creare pattern invernali cosiddetti "di blocco", nei quali figure di alta pressione ben strutturate si elevano lungo i meridiani, consentendo così un raffreddamento deciso del continente europeo.

Al loro posto sempre più spesso a scandire i nostri inverni sono le vorticità portate da una semipermanente d'Islanda particolarmente attiva. Più spesso che in passato la circolazione dei venti in Europa durante il periodo invernale, presenta quindi delle fasi cosiddette "zonali", cioè dominate da venti occidentali oceanici.

Alla luce di queste considerazioni, nell'approfondimento di domani, sabato 31 dicembre, descriveremo la sinottica europea prevista in questo mese di Gennaio ormai imminente, traendone alcuni importanti spunti di riflessione.


Autore : William Demasi

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