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Perché tornerà l’alta pressione nel corso della prossima settimana?

Perché l'aria fredda in arrivo dall'artico nel corso del fine settimana non riuscirà ad invadere la Valle del Rodano.

In primo piano - 6 Febbraio 2004, ore 10.31

La pressione comincia lentamente a diminuire, le prime deboli raffiche di Libeccio iniziano ad investire le coste tirreniche, le perturbazioni atlantiche tendono ad avvicinarsi all’Europa centrale; questi sono tutti sintomi di un certo cedimento della grande bolla di aria calda africana, quell’anticiclone subtropicale che ha portato qualche giornata relativamente calma e mite su molte regioni. C’è allora da attendersi un rapido ed intenso peggioramento del tempo? Non proprio; i corpi nuvolosi provenienti dall’Oceano tenderanno infatti ad invadere l’Europa centrale già nel corso della giornata di oggi, ma l’anticiclone delle Azzorre non lascerà loro molto spazio, anzi tenderà ad ergersi verso l’Islanda tra sabato e domenica, chiudendo per qualche giorno la strada alle perturbazioni provenienti dall'Atlantico settentrionale. Un’onda di alta pressione molto accentuata sviluppatasi alle alte quote (9-10 km di altezza) meno di 48 ore fa, sta difatti muovendosi dalle coste atlantiche statunitensi verso est, in direzione delle Isole Britanniche, zone che verranno raggiunte sabato sera; il promontorio anticiclonico si stabilirà sul luogo almeno fino a martedì, generando appunto quell’anticiclone (di stampo dinamico) che abbiamo descritto precedentemente. Questa manovra agevolerà comunque la discesa di aria fredda di origine artica dal Mare di Norvegia verso il Mare del Nord, la Francia orientale, la Germania e le Alpi, dove a partire dalla giornata di domenica ci attendiamo vento forte, temperature in brusco calo e possibili nevicate a bassa quota; invece come succede spesso in questi casi, l’Italia sarà in buona parte riparata dall’arco alpino, e subirà (come ci attendevamo già 5-7 giorni fa) il passaggio di piccole perturbazioni da nord, alternate a deboli onde di alta pressione. Le regioni del basso Adriatico quindi potranno almeno in parte essere investite dalle correnti fredde, così come i rilievi del Triestino; su queste zone saranno allora possibili rovesci di neve a bassa quota fra lunedì 9 e martedì 10 febbraio. In altre occasioni simili a questa, spesso ci siamo domandati se parte dell’aria fredda potesse sfociare direttamente dal Rodano, generando una profonda depressione sul Mar Ligure, in grado di rivoluzionare le previsioni a medio e lungo termine; ebbene in questo caso possiamo dire che si può formare solo un piccolo minimo di pressione di natura orografica, senza “pretese”. Il cuore dell’anticiclone delle Azzorre infatti si posizionerà sulla Francia occidentale già all’inizio dell’irruzione fredda, troppo ad est per permettere all’aria artica di sfociare in massa dalla Valle del Rodano; l’evoluzione più probabile per i giorni successivi (da mercoledì in poi) quindi vede il grande campo di alta pressione portarsi lentamente sulle nostre regioni, perlomeno su quelle centro-settentrionali. Per ulteriori dettagli comunque vi rimandiamo ai prossimi aggiornamenti.

Autore : Lorenzo Catania

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