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Perché siamo quasi sicuri che l'inverno ci regalerà altro MALTEMPO e NEVICATE?

Ci sono segnali importanti che riguardano l'attività del vortice polare.

In primo piano - 24 Gennaio 2019, ore 11.24

Il vento è cambiato.
Quante volte abbiamo usato questa frase per descrivere una condizione della nostra vita che è mutata.

L'espressione naturalmente calza a pennello con quanto sta accadendo sul Continente europeo, dove dopo un inizio d'inverno caratterizzato da una strozzatura delle correnti atlantiche, costrette ad infilarsi lungo uno stretto pertugio appena ad est dell'Italia, sembra aver preso un'altra piega.

L'anticiclone si sta infatti ritirando sull'ovest del Continente, pur senza uscire di scena. Anzi, in quella posizione può diventare una stretta collaboratrice del maltempo, impedendo che le saccature in discesa dal nord-ovest del Continente finiscano troppo ad ovest della Penisola, ed anzi favorendone l'ingresso più deciso e stretto sul Mediterraneo centrale.

La quasi certezza o l'alta attendibilità di questa linea di tendenza è certificata dagli indici che si riferiscono all'attività del vortice polare (cioè l'AO, arctic oscillation) che testimonia una volta di più l'indebolimento della sua azione, scendendo in negativo per tutta la prima decade di febbraio, e alla NAO (North Atlantic Oscillation) che invece segnala con un indice positivo o negativo la differenza di pressione tra le alte latitudini e quelle basse in Atlantico.

Questo secondo indice ci segnala valori neutri o tendenzialmente appena positivi, il che significa che l'anticiclone sarà ancora lì abbastanza grasso ad ovest, ma più a nord scorreranno grossi vortici depressionari, costretti poi a scivolare verso sud all'improvviso all'altezza della Francia, a causa della tendenza agli scambi meridiani di calore indotti da un vortice polare debole.

Si tratta di una dinamica che scava depressioni sul nostro Paese e determina così fasi di maltempo più o meno esteso.

Se la Nao mostrasse valori più elevati, congiuntamente ad un'oscillazione artica pronta a virare verso valori positivi, ci farebbe pensare ad un anticiclone più ingombrante ed esteso verso est, cioè verso di noi, sospinto verso est da una ripresa dei venti occidentali: in questo modo NON vi sarebbe maltempo.

Invece probabilmente non andrà cosi.
E' per questo che riteniamo che tra fine mese ed inizio febbraio sull'Italia possano ancora verificarsi condizioni adatte allo sviluppo di altre classiche tempeste invernali.
 

Leggi anche: NEVONE a fine mese?
 http://www.meteolive.it/news/In-primo-piano/2/altre-tempeste-invernali-con-neve-in-arrivo-per-fine-mese-ed-inizio-febbraio-/77238/


Autore : Team di MeteoLive.it

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