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Perchè l'Uomo dev'essere per forza il carnefice del clima?

Che interessi avrebbero scienziati, politici o giornalisti a divulgare catastrofi? Quello di salvaguardare la salute della gente e i bilanci dei ghiacci polari o la loro salute e i bilanci di cassa dei loro enti creati "ad personam"?

In primo piano - 23 Ottobre 2008, ore 10.43

Non c'è testata giornalistica che ormai da anni non abbia utilizzato quintali di toner e cartucce per stampanti per riempire con caratteri cubitali le prime pagine dei quotidiani violentando gli occhi e i cervelli degli Italiani con le elucubrazioni degli scienziati riuniti ora qua ora là per indire tavole rotonde sui cambiamenti climatici. In quei meetings è stato detto di tutto, sostenendo tesi le cui prove, messe in discussione dagli scienziati cosiddetti dissidenti, sono state inculcate al grande pubblico come verità inconfutabili. L'approccio iniziale agli incontri solitamente tuona subito severo e mette immediatamente in chiaro che i sani propositi per la tutela ambientale prescindono da ogni pregiudizievole intento speculativo, mentre poi le relazioni che seguono ne rappresenteranno la più alta e nobile contraddizione. Sicuri di seminare panico e soggezione tra le paffute poltroncine che contengono comodamente i pregiati fondelli dei partecipanti, i relatori, capeggiati a monte dall'impavido ex vice Presidente degli Stati Uniti Al Gore e soci, affilano i coltelli e, forti del loro indiscutibile talento matematico sconosciuto a tutti gli altri, iniziano l'elenco delle spese necessarie per rimettere sui binari il treno climatico rovinosamente deragliato, specialmente sulle ridenti sponde del Vecchio Continente(guarda caso). Ecco le cifre sciorinate in modo "disinteressato" per riparare il buco dell'ozono (ma sì mettiamoci dentro anche quello) ma soprattutto quello nel portafogli dei "paladini del clima". 1) I danni causati dal cambiamento climatico in atto al livello europeo ammonterebbero a circa 50 miliardi di euro, miliardo più miliardo meno. 2) Se il riscaldamento climatico continuasse su questi ritmi (il riscaldamento non sta continuando su nessun ritmo visto e considerato che nell'ultimo anno è stata riscontrata una inversione di tendenza naturalmente taciuta), si calcoli un ulteriore aggravio di 50 miliardi l’anno, miliardo più miliardo meno. 3) Naturalmente la prima cosa da fare è quella di tagliare le emissioni di gas serra e come? Vendendo meno automobili? No! Sborsando altri miliardi di euro. Secondo Bruxelles, per voce di Barbara Helfferich, l'impatto sulle industrie italiane sarebbe di "soli" 9-12 miliardi di euro, per il Governo italiano, a parere del nostro Ministro dell'Ambiente Prestigiacomo, arriverebbe invece ad attestarsi tra i 18 e i 25 miliardi di Euro, miliardo più miliardo meno. 4) Logicamente, ma qui si parla di spiccioli, una volta impostato il nuovo trend occorrerà almeno un altro miliardo e mezzo per le cosiddette "misure di adattamento". 5) Normalmente a questo punto si inizia a percepire in sala un certo brusio di sconcerto e i relatori si affrettano pertanto ad incalzare avvertendo che, non agire immediatamente, equivarrebbe a pagare un prezzo tra le 10 e le 40 volte il conto di cui sopra. 6) Dulcis in fundo, per impostare un piano di rientro climatico entro canoni consoni alle nostre latitudini è stato proposto un vero e proprio "pacchetto per la sicurezza ambientale". Bene, occorre solo trovare i... SOLDI per realizzarlo!

Autore : Luca Angelini

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