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Perché l'Anticiclone delle Azzorre stenta ad affacciarsi sul Mediterraneo?

Senza la spinta dell'Atlantico, l'alta pressione fatica a distendersi orizzontalmente sul Mediterraneo. La circolazione rimane più meridiana e in pochi giorni si può passare dalle recenti grandinate rovinose al caldo africano.

In primo piano - 4 Giugno 2004, ore 10.28

L'anno scorso di questi tempi il caldo iniziava già ad essere fastidioso e la pioggia latitava da oltre un mese. Stavamo per fare i conti con un possente anticiclone subtropicale che, saldato con il collega azzorriano ci avrebbe dato una delle estati più torride degli ultimi 100 anni. Quest'anno la stagione sta seguendo un corso più regolare su gran parte delle regioni. I carichi di piogge invernali e primaverili si sono distribuiti abbastanza uniformemente lasciando un po' in ombra pluviometrica il nord-ovest. In questi giorni in cui si inizia seriamente a pensare alle vacanze estive, a dove andare e a come sarà il tempo, dopo i recenti temporali in molti si staranno domandando: ma l'estate calda e stabile arriva o no? Se si potesse intervistare, la domanda andrebbe posta direttamente all'Anticiclone delle Azzorre, la figura barica stabilizzatrice che di solito nei mesi più caldi estende la sua influenza al bacino del Mediterraneo portando sole e temperature non troppo elevate. Da alcuni anni risulta particolarmente sbilanciata verso nord, in pieno Oceano, tanto da deviare o bloccare del tutto il flusso atlantico. Cosa c'entra tutto questo con l'Italia? La circolazione atmosferica è un meccanismo con tanti ingranaggi e ruote che si muovono in simbiosi tra di loro. Per la loro struttura fisica, le alte pressioni tendono a spostarsi con più facilità sulle zone dove l'aria è più fresca e quindi pesa di più (la pressione è più alta): in questi casi si parla di anticiclone termico. Quando intervengono altre correnti o fattori che ne determinano un movimento forzato su altre zone si parla di strutture dinamiche. Ebbene, in estate la maggiore insolazione delle placche continentali tende a creare delle zone di bassa pressione sulla terra ferma, mentre sui mari che si scaldano molto lentamente, la pressione è solitamente più alta. Per raggiungere il Mediterraneo e l'Italia, l'Anticiclone delle Azzorre ha bisogno di essere "piegato" da un forte flusso atlantico che lo disponga secondo i paralleli proteggendo casa nostra e sguarnendo il nord Europa come accadeva regolarmente in passato. Ultimamente sta mancando questa spinta dall'Oceano e dunque la circolazione è più meridiana (nord-sud) che parallela (ovest-est). Questo significa che se la situazione non cambia, dovremo attenderci un tipo di tempo a "ondate": fasi più calde e stabili ed altre più temporalesche. Non è però scritto da nessuna parte che debba andare così. L'Africa e il caldo subtropicale sono sempre in agguato e basterebbe una forte discesa di aria fredda sulla Penisola Iberica e il Marocco per attivare una risposta calda che li proietterebbe sulla Penisola. D'estate non è un bene se c'è bel tempo e caldo? Certamente, ci permette di godere dei luoghi aperti, di passare vacanze tranquille e di abbronzarci. Quello che non va bene è quando un episodio torrido si protrae per mesi e mesi senza interruzioni con le conseguenze già vissute appena un anno fa. Dunque, tornando alla domanda iniziale, se la circolazione atmosferica rimane così meridiana, è inevitabile che per una netta affermazione azzorriana sul Mediterraneo ci sia bisogno di un aiuto dell'alta africana. Le carte in nostro possesso vedono realizzarsi in parte questo progetto nella prossima settimana, grazie ad una depressione che si approfondirà ad ovest dell'Europa occidentale. Beneficeremo dunque di giornate più assolate e calde che annunceranno l'ingresso dell'estate. Troppo presto per dire quanto durerà.

Autore : Simone Maio

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