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Perché il maltempo si accanisce sempre sul meridione?

Da diverso tempo nubi e precipitazioni prediligono il sud e il versante adriatico a scapito del nord. Cerchiamo di dare una possibile spiegazione del perché ciò stia avvenendo.

In primo piano - 11 Settembre 2003, ore 09.58

Dando un’occhiata alle statistiche, il mese di settembre è considerato di transizione tra l’estate e l’autunno ormai incipiente. Se la sua prima quindicina presenta ancora caratteristiche estive, la seconda parte può promuovere già ondate di maltempo autunnali che portano precipitazioni anche consistenti. Sempre secondo le statistiche, le regioni settentrionali dovrebbero essere le prime ad avvertire il cambio di stagione, a scapito del centro-sud. Quest’anno le cose non vanno propriamente in questi termini e il nord Italia si ritrova in condizioni di deficit idrico più o meno marcato, mentre il meridione fa i conti con nubifragi e piogge intense. Come mai succede questo? Per rispondere alla domanda occorre analizzare la disposizione delle configurazioni bariche, ovvero dei centri di bassa e di alta pressione, presenti in questo periodo. Di norma, in questo periodo, l’alta pressione delle Azzorre dovrebbe cominciare la sua opera di ritiro verso le basse latitudini, consentendo alle correnti perturbatrici atlantiche di fare il loro ingresso sull’Europa. Quest’anno tale anticiclone, spalleggiato spesso dall’alta pressione sub-tropicale, si trova spostato troppo a nord e la sua presenza ingombrante impedisce al flusso atlantico di entrare sul Continente. Sovente, con la sua parte settentrionale, si dirige verso le Isole Britanniche, promovendo afflussi di aria più fredda sul suo bordo orientale. Questi si dirigono verso il Mediterraneo centro-orientale attivando spesso depressioni “da contrasto” sul nostro meridione. In seno a queste figure perturbate si sviluppano fenomeni anche intensi. Ogni tanto lo “scudo” dell’alta viene scalfito da qualche perturbazione da ovest, ma una volta passata tutto si richiude e si ritorna alla configurazione di blocco. Praticamente è dal mese di gennaio che l’alta pressione predilige sempre le zone ad ovest della Penisola, lasciando in regime più o meno depressionario il sud Italia. Anche il grande caldo di quest’estate ha interessato soprattutto le regioni settentrionali e del medio versante tirrenico, oltre i Paesi dell’Europa occidentale. Il basso versante adriatico e il sud hanno avuto un’estate normale con la pioggia che non è mai completamente mancata. Quali le cause di questa anomalia? Nessuno lo sa con certezza. Quasi sicuramente si tratta di cicli naturali del clima, che determinano fluttuazioni sulla posizione degli anticicloni e delle depressioni. Queste oscillazioni, poi, si ripercuotono sul tempo che fa, in maniera più o meno determinante. Alcuni studiosi credono che la causa della latitanza delle correnti atlantiche sia imputabile ad un rallentamento della Corrente del Golfo, che si ripercuote sulla temperatura superficiale dell’oceano e sulla sua salinità. Per adesso, comunque, non si va oltre a semplici ipotesi.

Autore : Paolo Bonino

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