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Perché il caldo non molla?

In questi giorni stiamo vivendo una fase di tempo prettamente estivo, con temperature elevate; d’altra parte le perturbazioni non riescono ad avvicinarsi alle nostre regioni. A cosa è dovuta una evoluzione del genere?

In primo piano - 11 Giugno 2003, ore 10.16

Fa veramente caldo su gran parte del centro e del nord Italia; ieri si sono raggiunte temperature molto elevate su diverse località, con picchi di 37°C a Grosseto, mentre l’umidità si è mantenuta piuttosto bassa per qualche ora. Fra oggi e sabato prossimo non ci attendiamo una tregua, anzi la canicola sembra destinata a farsi sempre più aggressiva. A cosa è dovuta una simile evoluzione? Nel corso della prima decade di giugno abbiamo assistito ad una fase “pigra” della circolazione atmosferica generale sul Mediterraneo; la “palude barica” che ci ha interessato ha infatti inibito l’attivazione di venti di una certa intensità sulle nostre regioni, portando diverse conseguenze: 1) L’azione costante del sole ha provocato un eccessivo surriscaldamento del suolo e di conseguenza anche degli strati bassi dell’atmosfera; se ci fosse stato il vento almeno avremmo avuto un certo rimescolamento dell’aria alle varie quote. 2) Per altri motivi anche alle quote medie (4-6 km di altezza) l’aria è andata progressivamente riscaldandosi, provocando un aumento del geopotenziale e di conseguenza lo sviluppo di un anticiclone dinamico piuttosto robusto. In generale quindi i presupposti per una ondata di caldo vera e propria c’erano tutti; adesso però si sta costituendo una sorta di alleanza fra l’anticiclone subtropicale che abbiamo sulle nostre teste e l’anticiclone delle Azzorre, pertanto dovremo attenderci un certo aumento della pressione al suolo, ma soprattutto una accentuazione delle condizioni di afa. Difatti l’anticiclone atlantico in un primo momento non riuscirà a far prevalere il suo respiro più “fresco” (rispetto a quello della figura barica subtropicale), perché si posizionerà in modo tale da non poter dettare legge sul Mediterraneo. Solo in un secondo tempo (fra sabato e domenica) masse d’aria più fresche e secche convergeranno verso le nostre regioni, grazie ad un aumento della pressione sull’Europa centrale. Allora nel corso della prossima settimana la canicola allenterà la presa? Si, ci sono concrete possibilità che almeno per 48-72 ore il caldo ci dia un po’ di respiro; successivamente però l’anticiclone africano potrebbe avere una reazione d’orgoglio, che potrebbe spingerlo a tornare verso il Mediterraneo. Alcune delle proiezioni a nostra disposizione vedono la figura barica africana spingersi maggiormente verso Spagna e Baleari, mentre altre la vedono invadere nuovamente le nostre regioni; esiste quindi una incertezza ancora troppo grande per poter dare una previsione dettagliata a lungo termine.

Autore : Lorenzo Catania

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