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Perché dopo tanto caldo c’è il rischio che i temporali siano forti?

E’ un meccanismo quasi automatico, osservabile molto diffusamente sulla nostra Penisola alla fine della stagione estiva.

In primo piano - 24 Giugno 2005, ore 10.31

Una intensa ondata di caldo può in qualche caso essere interrotta dal passaggio di una perturbazione accompagnata da aria più fresca; in tal caso allora esiste sempre il rischio che i temporali in arrivo siano particolarmente intensi ed accompagnati da grandinate, colpi di vento, piogge torrenziali ed altro ancora. Per quale motivo si può scatenare un simile putiferio? Perché le ondate di caldo più robuste sulla nostra Penisola portano all’accumulo di molta umidità nei bassi strati, ed inoltre “caricano” la superficie dei mari, facendone salire la temperatura fino a valori molto elevati (addirittura oltre i 26-27°C). Ecco che allora quando aria più fresca e secca arriva in quota verso le nostre regioni, si generano contrasti che tendono a provocare la risalita di aria calda e ricca di umidità verso l’alto, dando così vita a cumulonembi, che nei casi più estremi possono raggiungere i 10-12 km di altezza. Un mare caldo non può che fare da “miccia” estremamente efficace per questo tipo di fenomeni, perché presenta tutte le caratteristiche necessarie allo scopo (elevata umidità dello strato d'aria appena al di sopra di esso e temperature alte), quindi in alcuni casi potremmo osservare un temporale che si forma sul mare in prossimità della costa (dove la superficie marina ha temperatura mediamente più elevata) e che poi insiste sulla stessa zona per ore ed ore, rigenerandosi continuamente e provocando anche fenomeni molto violenti. Anche la Pianura Padana comunque è spesso sede di temporali di inaudita violenza; in questo caso al fenomeno contribuisce sia la grande quantità di vapore acqueo fornita dai fiumi e dai laghi, sia il fatto che tutte le masse d'aria (ad eccezione di quelle provenienti da est) prima di arrivare nelle zone pianeggianti, devono scavalcare delle catene montuose, portando ad una accentuazione degli eventuali contrasti termici che si possono venire a creare.

Autore : Lorenzo Catania

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