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Perché è così difficile prevedere il tempo per una intera stagione?

Pur essendo il cavallo di battaglia del futuro della climatologia, in realtà le previsioni stagionali non hanno ancora basi scientifiche per essere considerate attendibili.

In primo piano - 11 Agosto 2010, ore 09.34

"Dicono che l'estate sarà molto calda e siccitosa", "Il prossimo inverno avremo nevicate da record", "A Ferragosto ci sarà la classica rottura stagionale"... Frasi come queste se ne sentono e se ne leggono un po' dappertutto e una parte dell'opinione pubblica si è fatta l'idea che il meteorologo abbia gli strumenti adatti per fare simili affermazioni. In realtà alcuni studi, tuttora in corso e in via di approfondimento, hanno introdotto nell'analisi climatologica a grande scala alcuni collegamenti tra diversi comparti climatici del globo.

Si tratta degli indici teleconnettivi. Tra questi menzioniamo ad esempio la NAO (differenza della pressione atmosferica alle diverse latitudini atlantiche) o l'ENSO (fenomeno che comprende il Nino e la Nina). Alcune anomalie cicliche di queste connessioni a distanza nella circolazione atmosferica aiutano a prevedere periodi di pioggia o di siccità su determinati settori continentali con un largo anticipo. Tuttavia siamo ben lontani dal capire l'andamento climatico di un'intera stagione.

Perché è ancora così difficile prevedere il tempo per una scadenza così lunga? Tutto si rifà sempre ai dati iniziali, ossia alle misurazioni del tempo che fa. La matematica, la fisica e la potenza dei calcolatori riescono ad amalgamare le varie leggi dell'atmosfera giugnendo ad una soluzione che poi viene elaborata sotto forma di mappa: ecco fatto il nostro modello, la nostra carta prevista.

Il compito del meteorologo è quello di analizzare e interpretare queste carte, utilizzando le sue conoscenze fisico-geografiche, le osservazioni dai satelliti e dai radar, la memoria di situazioni analoghe verificatesi nel passato e un pizzico d'intuito. Si ma qui ci troviamo dinnanzi a prognosi che non superano i tre giorni. E tali responsi a volte possono a loro volta essere affetti da errori. Poiché l'atmosfera è un sistema caotico, questi piccoli errori si propagano e si amplificano nel tempo in maniera esponenziale. Ad esempio, una piccolissima (e inevitabile) approssimazione fatta su un calcolo di una carta centrata per la giornata di oggi può portare a condizioni meteorologiche completamente opposte tra 7-10 giorni.

Pensate cosa potrebbe avvenire nell'arco di 90 giorni (la durata di una stagione); oltre al tempo e alle risorse necessarie per svolgere tutti i calcoli (ci vorrebbero dei giorni per completarli), risulterebbe del tutto inattendibile una qualunque forma di previsione. A quel punto, non essendoci strumenti adatti allo scopo, non possiamo fare altro che affidarci ai cari e vecchi proverbi, quelli non sbagliano mai, soprattutto a distanza di mesi.


Autore : Luca Angelini

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