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Per non dimenticare: 31 anni fa la tragedia di Chernobyl

Oggi ricorre il 31° anniversario di uno dei disastri più terribili della storia...

In primo piano - 26 Aprile 2017, ore 10.40

...non si può dimenticare quel 26 aprile 1986, quando all'1.23 circa l'esplosione del reattore numero 4 della centrale di Chernobyl, nel nord dell'Ucraina, provocò la catastrofe nucleare più grave della storia. La nube di materiale radioattivo fuoriuscì dalla centrale, contaminando in un primo tempo vaste aree circostanti.

Si rese necessario evacuare oltre 336.000 persone in un perimetro molto ampio, dove il livello di radiazioni era diventato insostenibile

L'incidente fu classificato come catastrofico con il livello 7 e massimo della scala INES dell'IAEA, insieme all'incidente avvenuto nella centrale di Fukushima Dai-ichi nel marzo 2011.

Nei giorni successivi, complice anche una congiuntura di correnti favorevoli, i radionuclidi si propagarono a gran parte del Continente Europeo, precipitando al suolo con le piogge.

La giornata del 30 aprile 1986 fu "campale" per gran parte del nostro Continente, Italia compresa. Un flusso di correnti nord-orientali trasportò i radionuclidi verso l'Europa centro-orientale, settentrionale e parte di quella occidentale. Ricordiamo che un radionuclide è un nuclide instabile che decade emettendo energia sotto forma di radiazioni.

I Paesi maggiormente colpiti furono la Finlandia e la Scandinavia, con livelli di contaminazione elevati.

Livelli di contaminazione minori toccarono  l'Italia, la Francia, la Germania, la Svizzera, l'Austria e i Balcani. Addirittura si registrò un aumento della radioattività fino sulle coste orientali del nord America!

A distanza di oltre tre decenni poco è cambiato. Il materiale radioattivo non è mai stato rimosso e le radiazioni, che continuano a disperdersi nell'ambiente circostante, uccidono ancora oggi. In pochi hanno visto con i loro occhi che volto ha la minaccia nucleare. Ormai in pochissimi possono descriverla...

Furono trentuno i lavoratori della centrale e i pompieri che persero la vita tra atroci sofferenze, ma il numero esatto delle vittime “collaterali” del disastro nucleare è tutt’ora incerto; non vi è più alcun modo di stabilire con certezza i morti diretti, ma soprattutto quelli indiretti, deceduti in seguito a malattie. Sono decine di migliaia le persone che si ammalarono a causa delle radiazioni dovute all’esplosione, le cui conseguenze furono inevitabili e devastanti.


Autore : Paolo Bonino

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