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Peggioramento: (più di) qualcosa è cambiato...

L'impianto impostato dai nostri modelli, confermato nella sostanza, ha smorzato però all'ultimo momento la fenomenologia nel suo complesso. Vediamo quali sono le ultimissime novità in merito.

In primo piano - 14 Maggio 2009, ore 10.20

Spesso abbiamo lamentato una mancata capillarità della rete di rilevamento meteorologico, specie in ambito mediterraneo, rete che consentirebbe di inquadrare la situazione circolatoria di partenza con meno buchi possibili nella maglia territoriale. Purtroppo nulla è stato investito, anzi molte stazioni dove venivano eseguiti radiosondaggi sono state tagliate e i risultati sono presto detti: le carte di analisi sono già errate in partenza e i modelli di previsione, proprio quelli che fino al giorno prima avevano tracciato una linea inequivocabile, proiettano in modo esponenziale l'errore nella prognosi e ci voltano le spalle. Noi addetti ai lavori dobbiamo rifare tutto l'iter prognostico e, all'atto pratico, perdiamo credibilità davanti alla gente. Questo preambolo per descrivere le ultime novità sulla sfuriata prevista tra venerdì e sabato sull'Italia. L'impianto depressionario in effetti si trova in perfetto orario sulla tabella di marcia; mentre scriviamo la saccatura, con il suo blocco freddo presente a tutte le quote, ha già preso le mosse dal nord Atlantico e si sta approssimando alle coste occidentali europee. Gli ultimi calcoli modellistici però ci offrono un quadro sinottico sostanzialmente immutato ma con una fenomenologia complessivamente ridimensionata; in un certo qual modo ce l'aspettavamo, tuttavia per noi addetti ai lavori la limatura dei modelli è stata eccessiva rispetto alle dovute aspettative. Eccoci quindi ora in prima fila a raccontarvi tempestivamente cosa è cambiato rispetto agli ultimi approfondimenti. Diversi saranno i corpi nuvolosi che impegneranno le nostre regioni: il primo, collegato ad una perturbazione apripista in arrivo dalla Francia, interesserà nelle prossime ore con la sua coda meridionale le nostre Alpi centro-occidentali, in particolare la valle d'Aosta e l'alto Piemonte apportando i primi rovesci. I fenomeni, a carattere sparso e a sfondo temporalesco, tenderano a concentrarsi in nottata sul nord-ovest. Un secondo corpo nuvoloso, collegato ad uno sbuffo caldo-umido nord-africano, si porterà nel frattempo sul resto del nord e sul centro ma si tratterà più che altro di nuvolaglia che concluderà poco; la medesima però getterà le basi termodinamiche per i contrasti netti con la massa d'aria che si preparerà venerdì a penetrare dall'Atlantico. Proprio da questi contrasti, le nostre regioni settentrionali, in modo particolare le zone montuose, si troveranno venerdì "sotto i ferri" della perturbazione vera e propria, quella che avrà il compito di separare l'aria calda subtropicale da quella più fresca polare marittima. Rovesci e qualche temporale saranno la nota dominante che nel corso della giornata tenderà a dilagare anche verso la Sardegna e, in modo più irregolare, sulle zone interne peninsulari, preferibilmente appenniniche del centro, impegnate dal settore caldo del sistema frontale. La notte su sabato tutto tende a smorzarsi e a trasferirsi verso il Triveneto, giungendo un po' sotto tono; non mancheranno in ogni caso rovesci qua e là e qualche occasionale spunto temporalesco. Più ai margini in questo primo passaggio invece il sud, impegnato da un ulteriore corpo nuvoloso parallelo in risalita dal nord Africa, immerso nel flusso subtropicale caldo ma non molto instabile; su queste regioni difatti verrà a mancare il constrasto con l'aria fredda e più secca avvettata dalla corrente a getto la quale piegherà il suo gomito all'altezza della Francia. Sulle ali del getto la perturbazione principale riuscirà a svincolarsi da disturbi orografici vari imposti dal transito attraverso Alpi e Appennini e si porterà rapidamente est liberando sabato gran parte d'Italia dove si faranno sotto ampi rasserenamenti con aria decisamente diversa, più frizzante, trasparente e vivace. Le ultime ad uscirne saranno le zone montuose, ove gli ultimi residui piovaschi potranno indugiare localmente fino alle ore pomeridiane. Proprio nelle ore centrali di sabato però un ultimo impulso nuvoloso, collegato al vero e proprio asse di saccatura in quota e ad un ramo secondario della corrente a getto, si allungherà verso le regioni centro-meridionali, Sicilia compresa, apportando condizioni di generale instabilità con qualche rovescio o breve temporale che prenderà vita a ridosso dell'Appennino e delle zone montuose sicule per poi sconfinare qua e là verso i settori pianeggianti e costieri adiacenti. Tra il pomeriggio e la sera la generale rotazione dei venti dai quadranti nord-occidentali confermerà la fase conclusiva di questo break messo un po' in crisi dalla ritrovata egemonia anticiclonica afro-mediterranea.

Autore : Luca Angelini

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