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Peggioramenti: l'effetto "fantasma" nei modelli

Non è sempre facile inquadrare un peggioramento dai modelli. Qualche norma empirica.

In primo piano - 7 Novembre 2013, ore 08.31

La grande sfida dei modelli è il medio termine. Se nell'emissione del mattino compare un forte peggioramento, non sostenuto dalle corse alternative e in altre parole isolato, è difficile dargli credito, ma sono necessarie almeno due corse per capire chi stia davvero bleffando.

Se il peggioramento scompare ma compare all'improvviso nelle corse alternative significa che qualcosa può bollire in pentola, se la gran parte delle alternative e la corsa principale sono allineate è facile che ci sia qualcosa di vero. Il peggioramento nel medio-lungo termine appare sempre più marcato di quanto poi non si rivelerà con il passare dei giorni. Questo è assolutamente normale, visto che nel lungo termine il modello "sorvola" su alcuni parametri e dettagli che quando entrerà nello specifico tenderà invece a considerare in modo sempre più capillare.

Se un modello importante insiste per giorni nell'inquadrare un peggioramento mentre altri modelli lo ignorano completamente, è facile che anche gli altri alla fine finiscano per considerarlo, ma è altrettanto probabile che si verifichi poi una sorta di mediazione "barica" su quanto prospettato dal modello eccessivamente pessimista rispetto a quelli troppo ottimisti.

Spesso il previsore principiante cade nell'errore del peggioramento "fantasma". In altre parole, dopo aver considerato attendibile un peggioramento nel lungo termine in virtù di una serie di corse favorevoli a quell'evoluzione, alla prima corsa in cui improvvisamente questo scompare come un fantasma, ritiene quella scelta più credibile e cancella il peggioramento.

Non sa in realtà che quando il modello lancia il sasso, spesso poi nasconde la mano, per poi rilanciare un altro sasso, cioè ridimensiona fisiologicamente il peggioramento, per poi ripresentarlo il giorno dopo. A quel punto la previsione dovrà essere rifatta completamente.

Questo avviene anche per gli affondi delle saccature: il modello deve tener conto di moltissimi parametri e basta davvero poco nel lungo termine per vedere sbandare le saccature da una corsa all'altra anche di 700-800m più ad est o più ad ovest di quanto aveva ipotizzato nella corsa precedente.

Sovente si assiste ad un effetto fisarmonica: un giorno la saccatura è sulla Spagna, il giorno successivo è sulla Francia, il giorno dopo sui Balcani, poi si ritorna al centro Europa e probabilmente quella sarà la vera evoluzione. Attenzione però: non c'è nulla di certo e la battaglia previsionale continua, alla ricerca di tutti i segreti dei modelli.

Comunque sia fidatevi: la moderazione paga sempre, infatti talvolta un peggioramento presentato al pubblico come severo, si rivela un flop, mentre quello più trascurato è capace magari di produrre qualche fenomeno estremo.


Autore : Alessio Grosso

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