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Ottobre 2019: l'estensione del buco nell'ozono è ai minimi storici

Nei mesi di settembre/ottobre 2019, come riportato dal progetto Copernicus, il buco dell'ozono è risultato straordinariamente piccolo. Questo non è un segnale effettivo di recupero ma il fenomeno è stato principalmente dovuto ad un riscaldamento stratosferico.

In primo piano - 13 Ottobre 2019, ore 19.45

L'esistenza del buco dell'ozono è stata ufficialmente comunicata dagli scienziati nel 1985, da allora 28 paesi hanno firmato un accordo per proteggere lo strato di ozono, è stato creato il "Protocollo di Montreal" che ha avuto come obiettivo, quello di eliminare la produzione delle sostanze che sono responsabili della distruzione dello dell'ozono. In seguito questo protocollo è stato ratificato da 197 paesi. Da allora lo strato di ozono che ricopre la nostra atmosfera, sta lentamente recuperando spessore, il danno maggiore si trova in corrispondenza delle regioni polari e per tale ragione era solito parlare di un vero e proprio "buco" dell'ozono.

Allo stato attuale, secondo le proiezioni scientifiche dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO), ci sono buone possibilità affinché il buco dell'ozono possa ritornare allo stato iniziale entro il 2060. Affinché questo importante traguardo possa essere raggiunto, c'è bisogno di tenere costantemente monitorate le emissioni di sostanze dannose come i clorofluorocarburi (CFC). A questo proposito, alcuni studi hanno messo in luce nuove emissioni non autorizzate di questi gas in arrivo dalla Cina, probabilmente di origine non legale.

Nell'immagine vi mostriamo su quale strato atmosferico viene a trovarsi l'ozono, come vedete, esso si trova al limite tra la troposfera e la stratosfera, poco sopra la tropopausa:

 

Il Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS), fornisce agli scienziati tutti i dati necessari per monitorare lo strato dell'ozono in atmosfera. Attraverso questi dati è stato possibile scoprire che ogni anno la formazione del buco nell'ozono coinvolge l'emisfero meridionale. Questo buco tende ad allargarsi nel periodo compreso tra settembre e dicembre, quando la quantità di ozono sopra l'Antartide diminuisce fino al 60%. È probabile che questa diminuzione possa derivare da reazioni innescate proprio dai clorofluorocarburi che contenendo al loro interno Cloro e Bromo, sono grado di combinarsi molto rapidamente con l'ossigeno, usando come catalizzatore la luce solare.

Questo comportamento è del tutto fisiologico e si ripete ogni anno, seppur con tendenza ad un graduale recupero di questo gas sopra la calotta polare antartica. Quest'anno però c'è stato un comportamento insolito, il buco dell'ozono sull'Antartide ha iniziato a crescere molto presto ma un improvviso riscaldamento della stratosfera polare, ha influenzato la velocità delle reazioni chimiche tra i clorofluorocarburi e l'ozono, rendendole più lente. Per questa ragione quest'anno il famigerato "buco dell'ozono" potrebbe essere uno dei più piccoli mai osservati dalla metà degli anni 80', un dato senza dubbio positivo.


Autore : William Demasi

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