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OORT: la minaccia che viene dallo Spazio!

La nube di Oort rappresenta uno delle minacce dei prossimi anni alla sopravvivenza del Pianeta.

In primo piano - 11 Maggio 2009, ore 09.37

La Terra è costantemente bombardata nel suo viaggio nel Sistema solare. Molti miliardi di frammenti che entrano in collisione scompaiono a contatto con il nostro scudo atmosferico. Pensate che quasi ogni 5 minuti un frammento grande quanto una moneta da 2 euro brucia nell'atmosfera terrestre, mentre circa ogni mese un detrito grande quanto un pallone da calcio illumina il cielo al momento della sua morte. Un paio di volte al secolo la Terra collide con una roccia delle dimensioni di 40-50metri con un danno calcolabile nella distruzione di una città. La minaccia arriva dunque soprattutto da questi ASTEROIDI ROCCIOSI (gli ECA, Earth Crossing Asteroids). Pare che circa 100.000 tra questi abbiano un diametro superiore a 100metri, in grado di cancellare Milano o Roma. Sono pochi ma assai più pericolosi quelli con diametro di uno o più chilometri. Un impatto con un tale asteroide potrebbe provocare la formazione di un cratere largo 20km con conseguente inverno cosmico sulla Terra. Pare che siano circa 300 gli ECA più grossi. Un pericolo altrettanto grave è costituito dalle comete: esse possono giungere a dimensioni di oltre 100km. La sostanziale differenza con gli asteroidi sta nell'orbita: non più circolare ma fortemente ELLITTICA che le portano dalle zone più recondite del sistema solare esterno alle vicinanze del Sole e poi di nuovo nelle profondità dello spazio siderale. Il contatto con la luce solare fa evaporare i gas e compare la famosa coda. Le comete procedono a circa 60-70 chilometri al secondo, risultando fino a 3 volte più veloci degli ECA. Un impatto sulla Terra risulterebbe dunque assai più devastante. Alcune comete potrebbero essere al loro primo viaggio all'interno del sistema solare interno e nel caso dovessero puntare su di noi avremmo solo sei mesi per pensare a come organizzarci in attesa dell'impatto. L'impatto con un oggetto delle dimensioni di un chilometro ha comunque un tempo di ritorno molto lungo: 100.000-300.000 anni. Fortunatamente l'ammasso gigantesco di circa 10km che provocò 65 milioni di anni fa l'estinzione dei dinosauri, evento catalogato come ELE (Extinction Level Events) ha un tempo di ritorno di 50-100 milioni di anni. Alcune teorie sostengono che il periodico incremento di detriti provenienti dallo Spazio deriverebbe dal fenomeno di disgregamento e distruzione della NUBE DI OORT, una grande nuvola sferica di comete che avvolge il sistema solare oltre l'orbita di Plutone. Questa nube raramente visita la parte interna del sistema solare ma se per qualche motivo dovesse farlo centinaia di migliaia di comete precipiterebbero verso il sole con il rischio di precipitare anche in parte sulla Terra. Tralasciando ipotesi più o meno fantascientifiche, quella che poniamo alla vostra attenzione prende in esame la possibilità che l'ultima gigantesca cometa proveniente dalla nube di OORT sia entrata nel nostro Sistema solare alla fine dell'ultima glaciazione, solo 10.000 anni fa frantumandosi e generando detriti noti come TAURIDI, che attraversano la Terra nel mese di dicembre, che rappresentano solo l'estremità della coda dello sciame meteorico. Il suo nucleo contiene inoltre una cometa di circa 5km (cometa di Encke) che interseca la Terra ed è accompagnata da almeno una quarantina di asteroidi, tutti potenzialmente in grado di distruggerci. Per molte migliaia di anni l'orbita della Terra attraversa le Tauridi in un punto dove ci sono pochi detriti, ma ogni 3000 anni potrebbe imbattersi in una scarica di detriti, come pare sia già successo nel terzo millennio a.C. Questa teoria è comunque condivisa solo da una minoranza di scienziati. Bibliografia: guida alla fine del mondo Bill Mc Guire Cortina Editore

Autore : Report di Alessio Grosso

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