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Nuove perturbazioni sul Mediterraneo fino a novembre inoltrato, poi...

Tempo instabile anche a lungo termine, dove tuttavia compare anche un ricompattamento del Vortice Polare.

In primo piano - 12 Novembre 2019, ore 21.45

L'aggiornamento serale del modello europeo conferma una deriva di tempo instabile che sarà in grado di interessarci ancora per diverso tempo, almeno fino al termine della seconda decade di novembre; il canale depressionario lasciato aperto dalle correnti instabili in arrivo dalla Groenlandia, sarà difficile da rimarginare e le condizioni meteo previste sul Mediterraneo, vedranno l'entrata in scena (frequente e diluita nel tempo) di nuove strutture perturbate in grado di regalare precipitazioni diffuse. Si tratta di uno standard di autunno perturbato e tormentato come non lo si vedeva più da parecchio tempo, non siamo ancora in inverno e la neve non riuscirà a spingersi sino alle pianure, ma risulterà molto abbondante lungo le nostre Alpi e talvolta anche nelle cime più alte dell'Appennino. Nelle brevi distanze, senza dubbio la perturbazione più importante è quella attesa tra giovedì e venerdì, interessare soprattutto le regioni del centro e del nord, la possiamo vedere in questa previsione del modello europeo riferita proprio alla serata di giovedì 14 novembre:

 

In rapida sequenza, nei giorni successivi nuove perturbazioni raggiungeranno il nostro Paese senza troppa difficoltà, ne contiamo una tra domenica 17 e lunedì 18, un'altra ancora tra mercoledì 20 e giovedì 21 novembre. Le precipitazioni risulteranno particolarmente frequenti lungo il Tirreno e le regioni settentrionali, rischio di temporali ancora presente al sud, anche se il periodo stagionale ormai avanzato, diminuirà gradualmente il rischio di eventi di grossa intensità anche per queste regioni. Ecco la previsione del modello europeo riferia al prossimo mercoledì:

Nel lungo termine osserviamo un altro elemento di particolare importanza, per osservarlo dobbiamo però estendere il nostro sguardo all'intero emisfero, il Vortice Polare che fino a questo momento è risultato particolarmente debole, potrebbe infatti tentare il primo tentativo più convincente di ricompattamento entro la terza decade novembrina. La previsione a lungo termine del modello europeo, disegna un riaccorpamento delle masse d'aria fredda nella zona polare, i nuclei più gelidi potrebbero inoltre spostarsi verso la regione canadese, preannunciando (forse) un passaggio della NAO index (North Atlantic Oscillation) di segno positivo entro il termine del mese. Ecco un'ipotesi del modello europeo riferita a venerdì 22:


Autore : William Demasi

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