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Nubifragi: Milano copia Roma e sfiora l'alluvione

Dopo i nubifragi che nei giorni scorsi hanno flagellato la Capitale, è toccato questa mattina anche a Milano e a buona parte della Lombardia centro-settentrionale, dove la quantità di pioggia caduta nell'unità di tempo ha rasentato l'alluvione lampo.

In primo piano - 7 Luglio 2009, ore 15.26

E' bastata una scintilla e il catino padano è esploso in uno dei più fragorosi nubifragi degli ultimi anni. Sul capoluogo lombardo intorno alle 6.30 di questa mattina, 7 luglio 2009, i nostri strumenti hanno misurato rovesci di intensità eccezionale, oltre 600 millimetri all'ora di pioggia in caduta. Alla fine, dopo circa tre ore di pulsazioni temporalesche, la città si è dovuta far carico mediamente di oltre 150mm d'acqua per ogni metro quadrato. Ma cosa ha determinato lo scatenarsi di un evento di tale portata? Parlavamo di una scintilla: eccola, la coda di una perturbazione atlantica in transito oltralpe. L'aria fresca al suo seguito, spinta a forza alle quote superiori da un violento strappo della corrente a getto, si è trovata improvvisamente a sorvolare la val Padana stracolma di aria calda e umida. Nella seconda parte della notte sul Piemonte andava inoltre scavandosi un minimo nei bassi strati sottovento alle Alpi occidentali, alimentato anche da aria ulteriormente umida pescata dal mar Ligure dove soffiavano sostenuti venti di Libeccio. Ne nasceva una zona di forte convergenza al suolo sulla Lombardia occidentale con una colonna d'aria in forte ascesa che andava a divergere in quota, aspirata proprio dalla corrente a getto. Il tiraggio verticale delle bolle di aria caldo-umida, e dunque delle torri nuvolose convettive, proseguiva ininterrotto per alcune ore con il noto fenomeno della rigenerazione temporalesca sopravvento, la più pericolosa proprio per la caratteristica stazionarietà dei fenomeni. Le province di Milano e Como in particolare si sono trovate proprio sotto questo grande camino temporalesco che ha sfornato a ripetizione più o meno sulle stesse zone diverse nuove cellule, con un temporale di tipo pulsante (a ripetizione). Il serbatoio di energia e umidità accumulato nel corso dei giorni precedenti, a causa della perdurante fase di stagnazione atmosferica, ha fatto il resto. Ora è entrato l'Atlantico, il giocattolo afa si è rotto e l'estate entra in una nuova fase, sicuramente più mite e gradevole. Ma a che prezzo!

Autore : Luca Angelini

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