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Non sempre al FREDDO fa seguito la NEVE

L'arrivo di correnti molto fredde, se non determina la formazione di minimi locali, porta nevicate solo sui versanti sopravvento alla catena montuosa con cui impattano. Generalmente sottovento succede poco o nulla.

In primo piano - 27 Gennaio 2005, ore 09.44

Stagione invernale, si preannuncia un'ondata di freddo intenso o addirittura di gelo. Automaticamente, milioni di Italiani si attendono che nevichi sulla propria zona, dando quasi per scontato che ad un repentino calo delle temperature corrisponda anche una generosa fioccata. Passano le giornate ed effettivamente fa più freddo, magari la colonnina di mercurio si avvicina allo 0° o va al di sotto ma ancora dal cielo non cade nulla. Poi si accende la televisione e si vedono immagini che sembrano provenire direttamente dal Polo Nord con bufere e fiocchi di neve grandi come fogli da disegno... Automobili in difficoltà, squadre della protezione civile al lavoro, morsa del gelo che non dà tregua, neve persino in pieno deserto! Si guarda fuori dalla finestra e magari c'è anche il sole, la delusione cresce e tra i più esagitati si trasforma in rabbia. Il dito viene inevitabilmente puntato contro i meteorologi... Prima di avviare processi e discussioni da bar, è fondamentale fare alcune considerazioni. Innanzitutto di natura geografica: l'Italia, la sua posizione nel Mediterraneo, la barriera alpina e quella Appenninica, ossia catene montuose sufficientemente alte e spesse, in grado di bloccare o trattenere la progressione delle nubi. In secondo luogo, senza addentrarsi troppo negli aspetti puramente meteorologici bisognerebbe sapere, almeno a grandi linee, la direzione di provenienza delle correnti: la perturbazione viene da nord? Da est? Da sud? Da ovest? Quindi, carta geografica alla mano, bisogna vedere se prima di arrivare sulla propria zona non incontri una delle grandi barriere montuose del nostro territorio. Se la risposta è affermativa, a meno che non si formino delle depressioni locali o sui mari circostanti, 9 volte su 10 l'aria che ci giungerà addosso sarà secca e non vedremo alcuna nevicata. Viceversa, se la propria zona è sopravvento alla catena montuosa, staremo per sperimentare l'effetto stau o blocco, ossia vedremo nubi e fenomeni insistere magari per più giorni. Questo è il ragionamento che andrebbe fatto, seppur in maniera molto semplicistica. Il freddo è una condizione necessaria per la neve ma da solo non è sufficiente: se non interviene una ciclogenesi locale (la formazione di un minimo) o altri fattori come il sopraggiungere di una nuova perturbazione da una direzione senza ostacoli montani, le regioni sottovento ad una grande catena montuosa rispetto alla provenienza delle correnti, rimarranno quasi sempre all'asciutto.

Autore : Simone Maio

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