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Non salveremo la Terra moltiplicando gli allarmi

Editoriale molto significativo del Prof.Lomborg.

In primo piano - 19 Novembre 2007, ore 12.06

Vi dicono di dare ai vostri figli cibi biologici perchè i pesticidi aumentano i rischi di tumore? Tecnicamente è possibile: c'è un legame tra la manipolazione chimica e la salute ma i rischi sono trascurabili nei Paesi più avanzati e con leggi adeguate. In realtà, dato che il vero scudo contro il cancro è mangiare frutta e verdura e quella biologica costa il 10-20 per cento in più di quella tradizionale, si finisce, per far quadrare il bilancio famigliare, per comprare meno frutta e verdura e per far aumentare il rischio di tumore. Un altro esempio di come in materia ambientale vadano sempre considerati tutti gli aspetti della questione è quello, tanto amplificato dai media, degli orsi polari. Ci dicono che il riscaldamento globale li minaccia di estinzione. Ma non ci dicono che negli ultimi 40 anni, in cui la temperatura media del Pianeta è salita, la popolazione complessiva degli orsi bianchi è passata da 5 mila a 25 mila esemplari. Gli attivisti ambientali e i media chiedono di ridurre le emissioni anche per salvare gli orsi polari. Ammettiamo di riuscire a ridurre le emssioni e prendiamo come esempio i mille orsi della Baia di Hudson. Quanti ne salveremmo in un anno applicando Kyoto? Cento? Venti? Dieci? Statisticamente, meno di un decimo di un singolo esemplare, cioè mezza zampa. Per salvare gli orsi c'è un sistema molto meno costoso: VIETARNE LA CACCIA, che ogni anno nella baia di Hudson ne uccide ben 49! I media enfatizzano sempre gli allarmi da un punto di vista unilaterale, ma perdono di vista l'altro aspetto delle questioni, quello del PROGRESSO ECONOMICO. Nel mondo ci sono ancora un miliardo di persone che vivono sotto la soglia di povertà, due miliardi senza elettricità, tre miliardi senz'acqua potabile e senza condizioni sanitarie accettabili. Se una così larga parte dell'umanità non ha ancora cibo a sufficienza per arrivare a fine giornata, non è molto logico preoccuparsi di quale sarà la temperatura del pianeta tra cent'anni. Eppure le condizioni di vita sono aumentate enormemente nell'ultimo secolo. Gli scienziati hanno sconfitto molte delle malattie infettive, tanto che oggi è quasi solo la povertà ad impedire cure efficaci. L'aspettativa di vita era in media di 30 anni nel 1900, ora siamo a 68. L'alimentazione è migliorata, soprattutto nei Paesi in via di Sviluppo, in cui la disponibilità di calorie è salita del 40 per cento in 40 anni. Parallelamente la popolazione denutrita del Terzo Mondo è scesa dal 50 per cento del 1950 al solo 17 per cento di oggi, mentre il reddito mondiale è più che triplicato. E tutto è destinato a migliorare con l'aspettativa di vita che secondo l'Onu arriverà a 75 anni e la denutrizione meno del 4 per cento della popolazione. Entro fine secolo il reddito sarà cresciuto di sei volte nei Paesi industrializzati e di dodici volte in quelli in via di sviluppo. Da un miliardo, coloro che vivono sotto la soglia di povertà scenderanno a meno di cinque milioni. Tutto questo non significa fregarcene del futuro, ma creare panico serve solo a creare sensi di colpa nel ricco occidente ma non ci aiuta nella comprensione dei fenomeni.

Autore : Da un articolo di Bjorn Lomborg tratto da Il Sole 24 ore, riduzione Alessio Grosso

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