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Nina, scambi meridiani, depressioni e nevicate: quando le Alpi non festeggiano ma l'Appennino si

In tempi di Nina, se l'anticiclone non diventa troppo invadente, si attivano scambi meridiani che portano a frequenti nevicate lungo la dorsale appenninica, molto meno lungo le Alpi.

In primo piano - 28 Febbraio 2011, ore 09.12

Nell'inverno 2008-2009 transiterano sulle Alpi un numero record di perturbazioni che recarono eccezionali nevicate. Non può certo andare sempre così; basterebbero però almeno due corposi passaggi da ovest per rendere l'annata meno "brulla". Invece in tempi di Nina anche un singolo transito perturbato può diventare un problema.

In questi casi ci si affida agli scambi meridiani di calore che, se l'anticiclone non è troppo invadente, riescono a generare preziose depressioni mediterranee, in grado di colmare eventuali gap precipitativi anche in soli 2-3 giorni.

Queste depressioni però, salvo ciclogenesi molto profonde e radicate sul Mar ligure, non riescono a dispensare abbondanti nevicate sul settore alpino, perlomeno non su tutto il settore alpino.
Più si procede verso nord infatti e più le precipitazioni risultano "schermate". Ogni valle infatti si porta via una fetta di umidità e si arriva nel cuore delle Alpi con accumuli irrisori.

Diversa la situazione del Piemonte occidentale, dell'Appennino ligure e di quello emiliano: qui la depressione bassa regala in più di una occasione accumuli da sogno.

Con lo spostamento del minimo verso sud gode poi l'Appennino centro-meridionale, sempre che le temperature consentano nevicate a quote di medio-bassa montagna.

Se poi la depressione si forma sullo Jonio in seguito ad un'irruzione fredda in arrivo dai Balcani, il medio Adriatico e l'Appennino meridionale festeggiano l'arrivo della neve a quote molto basse.

Il flusso perturbato atlantico rispetto agli anni 70 risulta invece più spostato verso nord, nonostante la (lieve) recente inversione di tendenza, ma ogni qualvolta gli inverni risultino caratterizzati da scambi meridiani di calore più che di situazioni perturbate di stampo atlantico, le Alpi soffrono di scarso innevamento e parecchio.

 


Autore : Alessio Grosso

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