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Niente uragani e tempeste in Atlantico, non accadeva dal 1988

Dopo le devastazioni di Katrina nel 2005 ci dissero che gli uragani sarebbero aumentati di numero e violenza. Dopo varie stagioni fortunatamente sotto tono, quest’anno, al 3 agosto, non si è verificata nemmeno una depressione tropicale!

In primo piano - 3 Agosto 2009, ore 10.03

Accadeva oggi, il 3 agosto del 2000, che l’innocuo uragano Alberto, il più tardivo degli ultimi anni, viaggiò al largo nell’Atlantico raggiungendo anche la categoria 3, per poi spegnersi nel bel mezzo dell’oceano una settimana dopo. Varie depressioni tropicali avevano però interessato i Caraibi, e la fascia a nord del Tropico del Cancro, nei mesi precedenti. Negli ultimi anni gli uragani sono diventati eventi sempre più rari, contrariamente a quanto ci hanno fatto credere dopo il flagello di Katrina. Molti esperti si sbilanciarono parlando di uragani sempre più numerosi e catastrofici; ma erano anche gli anni del neo-eletto GW Bush jr. e degli adepti della Gore-mania. Ma andiamo a ritroso e vediamo cos’è accaduto negli anni scorsi: Nel 2007 si dovette attendere il 13 agosto per vedere il primo uragano: Dean, anche se in effetti, con la sua categoria 4, fu uno dei più devastanti degli ultimi anni sulla Giamaica. L’anno poi si è chiuso con soli 6 uragani, quasi 4 sotto la media. La prima tempesta tropicale si fece notare però, già il 31 maggio. Nel 2006 annata ancora più “magra”, per fortuna ovviamente, con il primo vero uragano: Ernesto il 24 agosto, categoria 1; l’unico tra l’altro a toccare terra! L’anno si chiuse con appena 5 uragani e nessuno oltre la categoria 3. Ben 4 tempeste tropicali si fecero però strada già nei mesi di giugno e luglio. Il 2005, l’anno di Katrina, fu invece un anno tragico, con 15 uragani, quasi 3500 morti e miliardi di dollari di danni. Primi uragani però, già ad inizio luglio e tempeste tropicali a giugno. Il 2004, con nove uragani e oltre 3000 morti, fu anch’esso un anno terribile; il primo uragano Alex si fece strada proprio alla fine di luglio. Ma in precedenza, alcune depressioni tropicali tra i Caraibi e il Golfo del Messico, non passarono di categoria per soli pochi mb e qualche km/h di velocità dei venti. Nel 2003 la prima tempesta tropicale scorazzò al largo delle Bermuda addirittura già nella seconda decade di Aprile. Il 2002, un altro anno di magra per gli uragani, vide la prima tempesta solo a metà luglio. A seguire elenco brevemente i 22 anni, dal 1900 ad oggi, in cui l’inizio delle prime tempeste in Atlantico è stato molto posticipato, ossia successivo all’inizio di agosto: 1988, il 5 agosto; 1987, l’8 agosto; 1984, il 18 agosto; 1983, il 15 agosto; 1977, il 29 agosto; 1967, il 28 agosto; 1962, il 26 agosto; 1950, il 12 agosto; 1949, il 19 agosto; 1942, il 17 agosto; 1941, l’11 settembre; 1938, l’8 agosto; 1935, il 18 agosto; 1930, il 21 agosto; 1927, il 19 agosto; 1925, il 6 settembre; 1923, il 30 agosto; 1920, il 7 settembre; 1914, il 15 settembre; 1910, il 23 agosto; 1905, il 6 settembre; 1900, il 27 agosto, il famoso uragano di Galveston, noto per i suoi oltre 12000 morti. Da sottolineare che in passato, soprattutto prima della II guerra mondiale, le osservazioni e le registrazioni dei fenomeni, soprattutto quelle che avvenivano in pieno Atlantico, erano scarse e frammentarie. Molte depressioni e tempeste tropicali, vuoi per la loro scarsa durata, vuoi per la loro traiettoria che non sempre incrocia le terre emerse, non sono mai state catalogate. Si spiegano così certi inizi tardivi, anche a settembre. Ad ogni modo la stagione degli uragani entra nel vivo proprio tra metà luglio e metà settembre, con i fenomeni più importanti proprio intorno alla fine di agosto. Un’altra considerazione riguarda gli anni ’90 e primi del XXI secolo, con inizi della stagione delle tempeste in genere più anticipati; ma la tendenza a quanto pare non va in questa direzione, visto che i massimi si hanno proprio alla fine degli anni ’90 e in questi ultimi anni si registra un certo posticipo. Per concludere, fatta eccezione per il biennio 2004-2005, il numero degli uragani è in calo. I massimi, in termini sia qualitativi che quantitativi appartengono invece agli anni ’30, per qualcuno i più caldi del XX secolo. Un’ultima nota riguarda il numero delle vittime e dei danni. Sono in generale aumentati, soprattutto i secondi, questo per via della maggiore vulnerabilità delle strutture e dei centri urbani, oltre che per la loro maggiore diffusione. Lo stesso dicasi per i complessi industriali, una volta quasi inesistenti. Basti pensare alle piattaforme petrolifere nel Golfo del Messico. Per quanto concerne le vittime invece, la maggior parte abitano i paesi dell’America centrale e le isole caraibiche dove, sia per la povertà che per l’aumento demografico, sono sempre più esposte a questo tipo di flagelli.

Autore : Giuseppe Tito

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