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News modelli: ancora tanto anticiclone ma qualcosa si muove all'orizzonte

Sull'Europa mediterranea proseguiranno ancora per diversi giorni le condizioni atmosferiche molto miti portate dall'alta pressione, ma attenzione ai primissimi movimenti invernali che potrebbero far capolino sull'Europa nord-orientale.

In primo piano - 3 Novembre 2015, ore 17.00

Si accentuano i moti zonali nell'atmosfera e con essi la distensione dell'alta pressione sul Mediterraneo che trova la strada spianata verso le medie latitudini. Con tutta probabilità questa impostazione della circolazione continuerà ad interessarci anche nei prossimi giorni, sostenuta da un ulteriore intensificazione della ventilazione occidentale sull'oceano Atlantico e sull'Europa settentrionale. Depressioni sempre più intense potrebbero interessare questi settori, mentre l'alta pressione che in questo momento ancora occupa una porzione abbastanza vasta del continente, tenderà ad interessare in modo più deciso il bacino del Mediterraneo, scendendo un po' di latitudine. 

Soprattutto dalla seconda decade di novembre quindi, la circolazione atmosferica a livello italiano tenderà a provenire dai quadranti occidentali, alcune delle nostre regioni potrebbero pertanto essere coinvolte da addensamenti nuvolosi di passaggio che risulterebbero più consistenti ed intensi lungo i versanti tirrenici. Le temperature resterebbero attestate su valori molto miti, attualmente il centro di calcolo americano stima un profilo termico attestato ai +10°C alla quota di 850hpa. 

L'irruenza delle correnti occidentali potrebbe essere frenata soltanto dall'accumulo di masse d'aria molto fredde, oseremo dire quasi gelide, che prenderebbero consistenza su parte della Penisola Scandinava e soprattutto sulla Russia, laddove alcuni centri di calcolo mettono in luce quello che parrebbe essere l'embrione di un'alta pressione di tipo termico. Su questi lembi di terra, l'aria mite veicolata dai venti oceanici avrebbe molta difficoltà a penetrarvi, andrebbe insomma istaurandosi una dinamica cosiddetta "da sovrascorrimento", nella quale una parte dell'aria più calda sarebbe dirottata verso le latitudini polari e subpolari, estendendosi anche in senso verticale e quindi recando il primo disturbo al Vortice polare, precursore forse all'avvento delle primissime dinamiche invernali. 

Seguite gli aggiornamenti della serata. 


Autore : William Demasi

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