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News della domenica sera: conferme anche dall'ultimo aggiornamento del modello europeo

Un'importante cambiamento del tempo è atteso sull'Europa in questa terza ed ultima decade di novembre. Dopo un lungo periodo di alta pressione e valori termici sopramedia, ci avvicineremo su standard atmosferici invernali. Vediamo nel dettaglio l'evoluzione sinottica e le sue conseguenze su larga scala.

In primo piano - 15 Novembre 2015, ore 20.55

Aria molto fredda in quota di estrazione polare, andrà a costituire un'importante figura di bassa pressione che dalla giornata di sabato 21 novembre, terrà sotto scacco il continente europeo, nonchè la penisola italiana, apportandovi una fase di maltempo con temperature in graduale diminuzione. Responsabile di questo brusco cambiamento della circolazione, la ripresa dei flussi di calore verso le aree polari, e quindi l'avvio di un'azione di disturbo che "risveglierà" le principali onde planetarie. Per comprendere l'origine della vasta saccatura prevista sull'Europa dalla terza decade novembrina, bisogna quindi partire da lontano: dapprima il risveglio dell'anticiclone Aleutinico sull'oceano Pacifico, poi il risveglio dell'alta pressione delle Azzorre sull'oceano Atlantico.

Entrambe le onde allungate lungo i meridiani, trasporteranno masse d'aria calda sin verso le regioni polari e subpolari, innescando una controrisposta fredda sull'Europa. Trattasi del più classico pattern della meridianizzazione che riporterà sul nostro continente l'influenza delle masse d'aria polari ed artiche, un riscaldamento della Russia e della Siberia occidentale, un abbassamento del Fronte Polare sino al Mediterraneo. 

Sottolineiamo sin da subito che l'influenza instabile portata da questa configurazione sinottica, non sarà ancora in grado di portare temperature GELIDE nè sull'Italia, nè sull'Europa; trattasi infatti di una massa d'aria polare-marittima e pertanto caratterizzata dall'assenza di valori di gelo negli strati prossimi al suolo. (mitigati dall'oceano) Sarà invece esasperato il gradiente termico verticale, intuibile anche dall'arrivo di basse altezze geopotenziali e temperature che alla quota di 500hpa (circa 5400 metri) saranno nell'ordine dei -30°C. Strada spianata quindi all'arrivo delle nubi e dell'instabilità, prima vera occasione di NEVE su Alpi ed Appennino. 

Per concludere, abbiamo ragione di credere che questa fase di instabilità in chiave invernale dovrebbe finalmente predisporre l'atmosfera ad un assetto più vicino all'inverno rispetto quanto abbiamo visto sino ad adesso. Il sopramedia termico di queste settimane verrebbe appianato ed anche al termine del forcing instabile, un'eventuale risalita della colonnina di mercurio non dovrebbe più toccare i valori di questi giorni. 


Autore : William Demasi

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