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News del modello americano: la seconda decade di maggio ancora sotto anticiclone

L'alta pressione africana ruggisce sullo stivale, nei prossimi giorni l'instabilità dovrebbe guadagnare qualche punto a suo favore ma un nuovo anticiclone si profila all'orizzonte.

In primo piano - 5 Maggio 2015, ore 18.00

Proprio in queste ore l'Italia viene interessata dall'apice di calore portato dall'anticiclone africano che sulle regioni centrali e meridionali, sta portando temperature di tutto rispetto. Tale situazione è destinata a persistere ancora per la giornata di domani, mercoledì 6 maggio, seppur con tendenza ad una graduale attenuazione delle roventi isoterme portate da questa breve ma intensa "zampata" di calura nord africana.
 
Assisteremo ad un certo aumento dell'instabilità che dapprima andrà verificandosi al nord già dalle prossime ore, con rovesci e qualche isolato temporale concentrato prevalentemente sull'arco alpino e prealpino. Instabilità e modesto calo delle temperature che si farà sentire anche nella giornata di domani, con temporali che guadagneranno anche il nord-est (settori montuosi). L'ondata di caldo inizierà ad attenuarsi, sino a concludersi definitivamente entro il prossimo fine settimana (sabato 9 - domenica 10 maggio) quando una spazzolata di venti occidentali porterà ad una attenuazione della calura.
 
Questa pausa tuttavia potrebbe durare lo spazio di poche giornate, ed essere sostituita nel giro di pochi giorni, da una nuova rimonta anticiclonica che in questo frangente si dimostrerebbe più attiva sull'Europa occidentale. Tale situazione porterebe inevitabilmente ad un maggiore coinvolgimento delle regioni settentrionali che sperimenterebbero per prime un aumento della temperatura che, come data di avvio, sarebbe grossomodo identificabile con l'inizio della seconda decade di maggio.

Quali caratteristiche avrebbe il nuovo anticiclone?


Ancora una volta avremo a che fare con un cuneo anticiclonico di natura subtropicale, in questo frangente con una estensione maggiore rispetto all'anticiclone attuale. Il profilo termico sarebbe comunque attestato su valori meno roventi ma più persistenti e duraturi nel tempo. Riferendoci nello specifico alla quota di 850 hpa (circa 1500 metri) nessuna isoterma di +20°C o +25°C interesserebbe il nostro Paese, tali estremi valori sarebbero sostituiti da temperature meno eclatanti, identificabili grossomodo con l'isoterma +15°C, in grado comunque di portare caldo su tutta la penisola.

Rimane questa l'unica ipotesi contemplata?
 

Non esattamente,; esiste infatti la possibilità d'avere un'area anticiclonica confinata soprattutto sull'Europa occidentale, incapace quindi di interessare in modo diretto il nostro Paese. Se così fosse, l'Italia incorrerebbe in un periodo di ventilazione nord-orientale più fresca ed instabile specie al centro-sud, con la tendenza ad avere manifestazioni temporalesche a carattere diurno ed una temperatura contenuta entro valori primaverili.


Autore : William Demasi

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