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News dal modello americano: verso un riequilibrio degli assetti atmosferici primaverili

La circolazione atmosferica europea procede secondo i binari della meridianizzazione ma un cambio d'assetto delle figure bariche sullo scacchiere europeo potrebbe portare a conseguenze diverse rispetto quelle che abbiamo potuto osservare sino a questo momento. Vediamo nel dettaglio.

In primo piano - 21 Aprile 2015, ore 18.10

Superato l'effimero interludio anticiclonico di queste giornate, l'aria più fresca/fredda proveniente dalle estreme latitudini settentrionali, determinerà la formazione di una vasta depressione che entro il prossimo weekend (sabato 25 - domenica 26) sarà pronta ad influenzare il tempo sul bacino centro-occidentale del Mediterraneo. Correnti occidentali "derivate", interesseranno soprattutto le aree centrali e settentrionali della nostra penisola, aprendo un nuovo ciclo di instabilità che in questo frangente potrebbero interessare soprattutto il nord Italia, anche per un periodo piuttosto lungo. Questa ultima decade di aprile segnerà infatti alcune importanti modifiche alla circolazione generale dell'atmosfera che, seppur mantenendo logiche prevalentemente meridiane, sarà caratterizzata da una graduale migrazione del centro nevralgico dell'attività depressionaria dai settori nord-est europei e scandinavi ai settori nord-atlantici.

Tale migrazione delle masse d'aria fredde legate all'attività del Vortice Polare potrebbe forse trovare spiegazione in un riequilibrio degli assetti barici su scala emisferica, provocati con tutta probabilità dall'avanzare inesorabile della primavera. L'alta pressione delle Azzorre ergerà un vero e proprio blocco nei confronti della circolazione zonale che verrà troncata sul nascere. Tale situazione di blocking agevolerebbe il trascinamento di una massa d'aria fredda che dalle latitudini polari punterebbe molto a sud, arrivando ad interessare persino la penisola Iberica, nonostante il periodo avanzato. Ne deriverebbe la strutturazione di una vasta circolazione depressionaria i cui effetti non tarderebbero a manifestarsi anche sul bacino del Mediterraneo, privilegiando questa volta le aree occidentali.

Quali effetti sull'Italia?

Le correnti occidentali che abbiamo definito come "derivate", poichè risultato di una circolazione settentrionale che obbedisce a logiche meridiane, funzionerebbero da viatico dell'instabilità che avrebbe come target principale proprio le regioni del nord, laddove alla presenza d'aria fredda alle quote superiori, verrebbe sommato l'intenso surriscaldamento solare nei bassi strati atmosferici. Alle regioni di mezzogiorno toccherebbe l'altro risvolto della medaglia, quello dell'anticiclone, dell'aria mite subtropicale e le sue prime, timide incursioni ai settori di basso Mediterraneo.


Autore : William Demasi

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