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News dal modello americano: lo "spettro" dell'anticiclone tiepido e mite sull'Italia

La persistenza di una circolazione atmosferica spiccatamente occidentale, potrebbe portare come estrema conseguenza, l'espansione di aree anticicloniche oceaniche dalle caratteristiche molto miti per la stagione. Vediamo perchè, cercando di scovare tra mappe e modelli di previsione, una possibile via di uscita a questa situazione.

In primo piano - 12 Dicembre 2014, ore 18.00

La cronica latitanza di fasi fredde sull'Europa mediterranea, non solo determina la persistenza di valori termici miti, ma impedisce l'arrivo di nevicate abbondanti e la preservazione del manto nevoso sulle quote inferiori ai 2000 metri. La neve caduta all'inizio della settimana, tende infatti a sciogliersi con grande rapidità, tutto questo per opera di un riscaldamento termico che sta avvenendo alle quote superiori, laddove tende ad affluire aria umida dai quadranti meridionali.

Avremo a che fare con una fase più instabile dell'atmosfera che riguarderà nel corso del weekend i settori settentrionali dell'Italia
. In questa sede precipitazioni più organizzate sono previste sulla Liguria, ma saranno possibili anche sul resto del nord. Annuvolamenti e piogge occasionali anche sul centro Italia, seppur in forma molto più sporadica. La ventilazione risulterà prevalentemente meridionale, mentre la quota neve lungo l'arco alpino oscillerà dai 1000 metri di sabato, ai 1200-1300 di domenica.

Avremo comunque a che fare con accumuli di precipitazione nevose decisamente irrisorie, che ben poco andranno ad aggiungere al pessimo stato in cui versa l'innevamento alpino sulle stazioni sciistiche poste a media quota.

Si proseguirebbe lunedì 15 con una giornata ancora incerta, mentre un peggioramento più deciso del tempo interverrebbe solo con l'arrivo di martedì 16. Sull'Italia andrebbe strutturandosi un sistema perturbato che distribuirebbe piogge sparse un po' su tutta la penisola da nord a sud, con accumuli in millimetri che sarebbero più importanti lungo i settori centrali tirrenici. Quota neve tra 1300 e 1500 metri lungo le Alpi dove tuttavia potrebbe ancora una volta manifestarsi l'assenza di cumulate importanti.

Nel periodo successivo il centro di calcolo americano conferma ormai da diversi run, l'intervento di una zona anticiclonica piuttosto strutturata
. L'anticiclone verrebbe sospinto verso l'Europa da un forte rinforzo della corrente zonale occidentale sull'Europa settentrionale. Presagi di atmosfere tempestose e giornate molto ventilate sulla Scozia e la penisola Scandinava, tutt'altro tipo di tempo sui settori meridionali del continente, laddove agirebbe un potente campo d'alta pressione, "pompata" da aria molto mite di origine oceanica . In questa sede il centro di calcolo americano prevede temperature particolarmente tiepide; valori previsti sino alla soglia dei +10°C a 850hpa sulle regioni nord-occidentali italiane.

Una via d'uscita a questa situazione?

Nonostante la ripartenza della stagione invernale non sia propriamente positiva, abbiamo dalla nostra almeno due, importanti considerazioni da fare: la prima è strettamente legata al calendario, abbiamo infatti ancora molto tempo per rimettere le cose nella giusta carreggiata. Una motivazione che deve indurre ancora ad una certa cautela, senza farsi prendere da eccessivi pessimismi o pensieri troppo disfattisti.

Il secondo non meno importante elemento da considerare, riguarda la mensilità dicembrina che statisticamente è caratterizzata da un rinforzo del Vortice Polare alle alte latitudini, una condizione che spesso e volentieri porta ad uno "stop" della stagione invernale proprio in concomitanza con le festività natalizie.

C'è ancora tempo per rimettere le cose apposto, nei prossimi articoli cercheremo di valutare in quale modo i flussi di calore potrebbero portare azione di disturbo a carico del Vortice Polare.

Seguite gli aggiornamenti.


Autore : William Demasi

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