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News dal modello americano: inverno a singhiozzo, ma...

Una ripresa del flusso zonale atlantico sulla media Europa, riporterà ben presto valori termici tiepidi su gran parte dell'Italia. Speranze d'inverno solo a lungo termine, quando finalmente potrebbe esserci un rallentamento delle vorticità legate alla semipermanente d'Islanda ed una ripresa di maggiori scambi meridiani.

In primo piano - 9 Dicembre 2014, ore 18.10

Lo avevamo preventivato già alcuni giorni fa e puntualmente si sta presentando all'appello: stiamo parlando del famigerato ricompattamento del Vortice Polare che determina una ripresa generale delle vorticità zonali di natura atlantica, legate al rinforzo della semipermanente d'Islanda. Questa depressione tenderà nei prossimi giorni ad approfondirsi sui settori atlantici settentrionali, innescando una circolazione di venti occidentali abbastanza intensa. Questa circolazione interesserà i settori centrali e settentrionali dell'oceano, irrompendo sull'Europa senza avere alcun intoppo. Un tipo di tempo ancora una volta governato dall'oceano quindi, con chiari risvolti invernali solo a latitudini molto elevate.

Per quanto riguarda il tempo atmosferico atteso sul nostro stivale, dopo la sfreddata giunta sulle nostre regioni da un impulso d'aria fredda nord-atlantico, le correnti torneranno a spirare da ovest oppure da sud-ovest, facendo segnare un inevitabile, nuovo aumento della temperatura su tutto il territorio, già dalla giornata di domani, mercoledì 10 dicembre. Il tiraggio delle correnti occidentali a livello europeo, favorirà un vero e proprio trasporto di masse d'aria mite dai settori atlantici centro-orientali verso il continente.

In questo panorama atmosferico governato dall'ovest, troveranno spazio anche alcuni modesti passaggi frontali che stabiliranno sull'Italia un regime precipitativo abbastanza costante nel tempo. La corrente a getto favorirà il trasporto di queste perturbazioni da ovest verso est, evitando pericolose situazioni di blocco e testimoniando di fatto un reset barico che ha idealmente chiuso il ciclo perturbato di natura meridiana, avviandone uno nuovo di spiccata variabilità "oceanica". Il nuovo ciclo  dovrebbe accompagnarci almeno per una decina di giorni e sarà caratterizzato da un buon tiraggio della corrente a getto, cioè di quel "fiume" di ventilazione che scorrendo a quote molto elevate, favorisce una rapida evoluzione dei sistemi perturbati.

In seguito cosa potrebbe succedere?

Qualche previsione deterministica rivolta a lungo termine, sembra sposare la tesi di un graduale indebolimento della fase "zonale" occidentale sull'Europa. Tutto questo dovrebbe/potrebbe verificarsi approssimativamente nella terza decade dicembrina e potrebbe avviare sull'Europa una nuova fase atmosferica caratterizzata da scambi meridiani più accentuati. Questa condizione atmosferica potrebbe certamente determinare maggiori chances d'inverno anche alle medie latitudini.

Per conferme seguite gli aggiornamenti delle prossime giornate.


Autore : William Demasi

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