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NEVE si o NEVE no? Questo è il problema. Meteolive lo risolve per voi

Vi sveliamo un piccolo trucco per sapere se sulla vostra località al prossimo peggioramento piovera o nevicherà e, se nevicherà, quale sarà la qualità della neve caduta.

In primo piano - 5 Febbraio 2010, ore 12.20

L'importante anzitutto è avere gli ingredienti necessari: una buona quantità di aria fredda e una perturbazione in arrivo. Posta questa doverosa premessa, occorrono ora due preziosi strumenti: la temperatura dell'aria e quella del punto di rugiada (detta anche "dew point"), ossia la temperatura alla quale la nostra massa d'aria condensa. Ora, un metodo empirico ma approssimativamente valido ai fini di conoscere la qualità della neve che cadrà, ma soprattutto le quote che raggiungerà durante la sua caduta dalle nubi prima di diventare pioggia può essere questo: 1) Prendere nota della temperatura e della dew point al suolo. 2) Sommare i due valori e dividere il risultato per 2. 3) Ripetere il medesimo procedimento per la temperatura a 925hPa e a 850hPa; se disponibili entrambi, altrimenti almeno uno dei due. Li troviamo di solito nei radiosondaggi ma li possiamo ricavare anche tramite i modelli a scala locale o, meglio ancora, dai meteogrammi che rivelano il profilo vertiale dell'atmosfera sulla nostra località Con il calcolo di cui sopra otterremo un certo valore per ogni quota analizzata: quel valore indica di quanti gradi scenderà la temperatura nel momento in cui inizierà la precipitazione. Abbiamo ottenuto in sostanza un nuovo profilo termico della colonna d'aria all'interno del boundary layer, lo strato limite dei bassi strati dove viene "decisa" la qualità finale della neve che arriverà in pianura. Ebbene, se l'intera colonna d'aria risulterà su valori negativi fino a -0°C (massa d'aria fredda e secca), la neve giungerà al suolo sotto forma di cristalli. La precipitazione sarà di piccole dimensioni ma fitta, presenterà diverse intercapedini d'aria al suo interno, dunque risulterà asciutta. In caso anche il suolo fosse gelato (facile con questo tipo di situazione specie se si esce da una notte non troppo coperta) la neve attecchirà facilmente e presenterà consistenza farinosa. Se al suolo o negli strati intermedi la temperatura si avvicinerà o raggiungerà anche per brevi tratti valori leggermente positivi, anche solo tra +0 e +1°C (presenza di aria più mite e umida), i cristalli tenderanno ad aggregarsi tra loro formando i tipici fiocchi. Avremo una precipitazione a larghe falde ma i fiocchi al loro interno conterranno già i primi elementi liquidi, dunque la neve si presenterà con caratteristiche complessive più bagnate e pesanti. Se anche il suolo non fosse doverosamente gelato, o in caso si uscisse da una notte coperta seguita al giorno precedente soleggiato, la neve, pur cadendo apparentemente copiosa e appunto a larghe falde, difficilmente attecchirà a terra. In caso di valori termici superiori a quelli indicati i nostri fiocchi fonderanno rapidamente e giungeranno al suolo sotto forma di pioggia.

Autore : Luca Angelini

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