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NEVE: quando il cuscino freddo tradisce...

La casistica.

In primo piano - 26 Gennaio 2017, ore 14.37

La neve in Pianura Padana:
-perchè talvolta cade abbondante in città, altre volte solo in periferia?
-perchè alcune volte non cade proprio, anche in condizioni termicamente favorevoli?
-perchè in una città nevica di più e in un'altra nevica meno?
-E' tutta colpa dell'isola di calore?

Casistica semplificata, situazione ideale posta a metà inverno con 5 casi tipici ( ce ne sarebbero a decine):

1 -aria molto fredda di origine polare continentale affluisce diretta sul settentrione (è il caso della massa d'aria trasportata dall'anticiclone russo-siberiano), fenomeno sempre più raro.
Risultato:
a) all'arrivo della prima perturbazione consistente la neve è assicurata ovunque, anche in città, senza alcuna interferenza dell'isola di calore.

b) arriva una debole perturbazione ed impiega molto tempo a forzare la resistenza dell'alta pressione, aria molto mite viene spinta in Valpadana davanti al fronte. Cuscino freddo eroso, neve soprattutto sul Piemonte, sull'ovest Lombardia, ma con possibile pioggia a Milano dove la debolezza delle correnti, l'invasione calda ed un cielo parzialmente nuvoloso rovinano il cuscino. Stessa cosa dicasi più ad est con ingresso dello Scirocco a Verona e Brescia, dove piove allegramente anzichè nevicare come ci si aspetterebbe.

2-aria polare marittima da nord segue sistema frontale, generale rasserenamento con freddo e gelate al mattino, aria più secca al nord-ovest con Favonio fresco.
Risultato:
a) arriva un fronte mediterraneo che introduce aria mite, ancora neve nelle solite zone del Piemonte e dell'alta Lombardia e poi sino all'Adda e valle dell'Adige, altrove pioggia.

b) arriva fronte freddo attivo con correnti che ruotano a SW, rovesci nevosi su Lombardia, est Piemonte, Val d'Adige, misti a pioggia sul resto delle città del nord, dove l'aria era più umida in partenza e dunque non si raffredderà molto.

3 aria molto fredda ristagna sulla Slovenia, fa abbastanza freddo anche sull'Italia del nord. Si assiste a due giorni sereni ma freddi con gelate. Arriva un peggioramento da ovest.
Risultato:
a ciclogenesi su alto Tirreno in movimento verso Triveneto ed Emilia-Romagna, aria fredda richiamata dalla porta della Bora, neve senza problemi su tutte le città del Triveneto e dell'Emilia. Secco al nord-ovest. Nulla l'influenza dell'isola di calore, l'aria fredda è sufficiente a far nevicare.

b ciclogenesi che coinvolge tutto il nord sul Mar ligure, neve su tutto il nord, soprattutto se la corrente di Bora è tesa.

4 anticiclone europeo esteso all'Italia, situazione di nebbia al suolo con temperature vicine o prossime allo zero, inversione in quota con valori sopra lo zero, cede l'anticiclone, arriva un fronte da ovest con richiamo di aria molto mite da sud.
Risultato: limite delle nevicate medio-alto, il rimescolamento dell'aria potrà far aumentare notevolmente la temperatura in città. Poca attinenza con l'isola di calore.

5 depressione che insiste per più giorni con valori sempre prossimi allo zero al suolo ma scarsa ventilazione.
Risultato
: enorme influenza dell'isola di calore, pioggia nel centro città e nell'immediata periferia, neve nelle campagne.

Come vedete solo in un caso su 5 abbiamo trovato una netta influenza dell'isola di calore, per il resto è risultata meno importante in caso di ventilazione sostenuta.

Ma cosa intendiamo per "cuscino freddo"?
Trattasi di quello strato di aria fredda che persiste su una certa zona soprattutto nei bassi strati e alla media quota (più in alto si dà per scontato che si misurino temperature inferiori allo zero) dopo un'irruzione di aria fredda proveniente da  quadranti settentrionali e/o orientali con caratteristiche  termiche  molto basse e con  altrettanto basso tasso di umidita'.
Quest'aria insiste al suolo anche  durante  il successivo scorrimento di aria mite ed umida così da permettere precipitazioni  nevose  sino  al  piano ("nevicata  di  addolcimento").

L'80-90% delle precipitazioni nevose della pianura padana centro occidentale sono dovute a questo schema e l'importanza  del  "cuscino freddo" è fondamentale non solo per la  possibilita' che la precipitazione avvenga sotto carattere nevoso,  ma  anche  per  determinarne l'intensita' e i  relativi  accumuli.

Completamente diverso e' il  modo in  cui le  precipitazioni  avvengono nella parte  centro-orientale  della  pianura  padana. Qui il  cuscino  freddo non gode di alcuna protezione naturale (l'arco appennico per  la  bassa  pianura  occidentale) e i caldi  venti  di  libeccio e  scirocco  invadono  velocemente  la  pianura alzando la  temperatura e trasformando la neve in acqua.

C'è poi la nevicata da avvezione fredda che interessa la zona del Triveneto, l'est Lombardia e l'Emilia-Romagna.
In questo caso la neve entra dalla  porta orientale sospinta  dai  freddi  venti di  grecale e le  nevicate non  hanno quasi  mai  nulla  di  "dolce", bensi' sono  spesso  spinte da  furiosi  venti che  le  trasformano  in  vere e  proprie  bufere.

In questo quadro geografico-climatico, la  citta'  di  Piacenza rappresenta   il punto  di  incontro  e  snodo  tra  i  due  differenti  modi  di "interpretare"  la neve.

Se  nevica a Nord-ovest  di  Piacenza  siamo  quasi  certamente  in presenza  di  una  nevicata "dolce",  se  nevica  a Sud-est di  questa citta' ci dobbiamo  attendere  ben altre caratteristiche.

Inoltre quando le nevicate toccano la  parte centro occidentale della  pianura,  la  parte orientale vede cadere  generalmente  pioggia (salvo  casi eccezionali  di  persistenza del  cuscino  oltre  i  suoi "confini naturali") mentre le  regioni  emiliane  e  romagnole si  trovano a  volte in  ombra  pluviometrica ; nel  secondo  caso  invece  i  contrasti  sono  ancora  piu'  forti': e'  frequente  partire  da  Milano  con un sole leggermente offuscato  ed  essere colti da un'improvvisa violenta nevicata subito dopo  Fiorenzuola,  nevicata che  via  via  si  intensifica  verso Parma  e Bologna.


Autore : Alessio Grosso

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