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Neve e valanghe, ecco tutto quello che c'è da sapere per il vostro weekend in montagna

Tempo incerto e rischio di valanghe su alcuni settori alpini inducono alla prudenza, soprattutto per chi ha intenzione di intraprendere percorsi di scialpinismo in alta quota.

In primo piano - 3 Aprile 2009, ore 07.13

Nonostante sia atteso un generale miglioramento, il tempo sulle Alpi presenterà ancora alcune note di incertezza nel corso del weekend. In particolare, tra il pomeriggio-sera di sabato e la prima metà di domenica, si potrà assistere al transito di nuvolosità piuttosto compatta con qualche rovescio nevoso intorno a 1700-1800 metri ma con sporadiche risalite fin verso i 2000 metri. Si inzia sabato pomeriggio con il Triveneto, mentre i fenomeni, a carattere sparso, si trafseriranno verso le Alpi lombarde in serata e su quelle piemontesi tra la notte e la mattina di domenica. Nel frattempo le prime schiarite si affacceranno sui settori orientali. Insomma un weekend all'insegna della variabilità ma in un contesto che potrà anche regalare qualche bello sprazzo di sole. Un altro particolare ci suggerisce prudenza nell'affrontare percorsi fuori pista o scialpinistici in alta quota: il pericolo di valanghe dovuto alle recenti abbondanti nevicate. Vediamo il dettaglio della situazione. ALPI OCCIDENTALI Alto rischio di valanghe a distacco spontaneo nei comprensori delle Marittime, Cozie e Graie a causa delle recenti nevicate che non si sono legate a sufficienza con il manto sottostante (grado 4 su 5). Sulle Marittime in particolare il manto fresco medio a 2000 metri ammonta a circa 50 centimetri e rende particolarmente delicato l'equilibrio dinamico della massa nevosa, sottoposta nelle ore centrali del giorno anche all'ulteriore forzante del riscaldamento solare (pur in presenza di copertura nuvolosa). Rischio più limitato, quantificabile al grado 3 sui settori delle Pennine e Lepontine. ALPI CENTRALI Sostenuto rischio di valanghe al di sopra dei 2000 metri a causa delle recenti nevicate, non amalgamatesi con il manto sottostante. In particolare: tra 2000 e 2500 metri le temperature saranno relativamente miti e il manto nevoso risulterà appesantito e bagnato a causa dell'acqua di percolazione che ne instabilizzerà la tenuta con gli strati sottostanti. Oltre i 2600 metri la neve sarà asciutta ma il distacco spontaneo sarà possibile a causa degli accumuli eolici non consolidatisi. Rischio complessivo pari a 3. ALPI ORIENTALI Su Trentino e Alto Adige gli apporti nevosi freschi oltre i 2000 metri variano tra 40 e 60 centimetri e non risultano ancora amalgamati con il manto sottostante. Sussistono inoltre problemi di parziale sciglimento fino a 2500 metri a causa delle temperature diurne relativamente miti anche in presenza di nuvolosità. Non si esclude anche il pericolo di distacchi spontanei dovuti all'azione del vento, previsto sostenuto al di sopra dei 2600 metri. Il manto fresco risulterà appensantito e non ancora assestato. Rischio complessivo pari a 3.

Autore : Luca Angelini

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