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Neve chimica: cos'è e come si forma?

Alla scoperta di un curioso fenomeno atmosferico, la cosiddetta "neve chimica". Non stiamo parlando di alcuna cospirazione complottista ma di un fenomeno atmosferico ben preciso e conosciuto che , pur avendo origine antropica, poggia su delle condizioni atmosferiche di sottofondo che devono essere ben precise.

In primo piano - 8 Gennaio 2020, ore 12.45

La neve chimica è una particolare idrometeora che caratterizza alcuni specifici microclimi. È un fenomeno che può manifestarsi principalmente nella stagione invernale ed è presente soprattutto nelle aree fortemente inquinate. Anche le particelle inquinanti infatti, analogamente a quelle naturali, funzionano come nuclei di condensazione che favoriscono il fenomeno della nucleazione, all'origine della precipitazione. Nell'ambito del nostro Paese, il fenomeno della neve chimica è divenuto particolarmente famoso sulla Valpadana tra il 1989 ed il 1990, quando alcune località, furono protagoniste di fitte nevicate che colpivano zone industriali.

Affinché il fenomeno della neve chimica possa manifestarsi, devono essere soddisfatti alcuni precisi criteri che includono la persistenza di campi di alta pressione dalla lunga durata, i quali favoriscono stasi atmosferica, con lo sviluppo di nebbie dense e quindi condizioni di elevata umidità. Altresì importanti la presenza di temperature negative e di alte concentrazioni di inquinanti, con pulviscolo in atmosfera in grado di funzionare come nuclei di condensazione.

La nebbia quindi è un elemento fondamentale, che contribuisce allo sviluppo di tale affascinante fenomeno. Negli ultimi decenni sulla Valpadana il fenomeno della nebbia è diventato meno frequente, alcuni studi addirittura suggeriscono che rispetto al decennio 60-70, la presenza di nebbia sulla Valpadana si sia ridotta del 70%. Una delle cause di questa diminuzione, potrebbe essere il riscaldamento globale ma anche una modifica del tasso di inquinamento presente sulla Valpadana, e soprattutto un contenuto più ridotto di particolato con alto tenore di zolfo che favoriva in quei decenni, lo sviluppo di nebbie più estese.

In compenso al giorno d'oggi abbiamo molte più macchine in circolazione rispetto ad allora, i problemi con cui devono confrontarsi gli abitanti della Valpadana, sono le cosiddette polveri sottili che tuttavia non sembrano contribuire in modo efficace allo sviluppo delle nebbie.


Autore : William Demasi

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