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Neve chiama neve: quanto è vero questo detto?

Uno sguardo al presente per guardare al futuro: ecco come un suolo innevato e ghiacciato può favorire l'arrivo di altre nevicate.

In primo piano - 26 Gennaio 2019, ore 14.52

Nella giornata di mercoledì 23 gennaio, una fitta nevicata è riuscita a raggiungere le regioni italiane settentrionali, depositando alcuni centimentri di neve fresca anche nelle zone di pianura della Valpadana. La circolazione di bassa pressione che ha provocato queste nevicate si è spostata rapidamente verso le regioni del Mezzogiorno, liberando l'angolo settentrionale italiano dalle nubi e dal vento. In tal modo, grazie alla neve caduta al suolo, sono venute a crearsi le condizioni ideali ad un raffreddamento consistente della temperatura che negli ultimi due giorni ha portato la colonnina di mercurio su valori davvero rigidi. Venerdì mattina la colonnina di mercurio è precipitata sino a -15°C in alcune località sulla provincia di Alessandria. Valori abbondantemente sotto lo zero anche questa mattina, con punte di -13°C ancora nella bassa pianura piemontese.

EFFETTO ALBEDO: I VALORI UFFICIALI DI VENERDì MATTINA

-16.0°C Montegrosso
-15.1°C Sezzadio
-14.9°C Nizza Monferrato
-14.6°C Castell'Alfero
-13.5°C San Damiano
-12.7°C San Marzano


Questi valori sono stati resi possibili dal forte raffreddamento della temperatura amplificato dalla presenza del suolo innevato.
Un fenomeno conosciuto come "effetto albedo", limita il riscaldamento della temperatura durante le ore centrali del giorno, di pari passo agevola il raffreddamento dell'aria nelle lunghe notti d'inverno, tanto più se come in questi giorni, la colonna d'aria ha presentato bassi valori di umidità relativa in tutto il suo spessore.

Esiste un detto che dice "neve chiama neve", in allusione proprio alle grosse ripercussioni esercitate da un suolo innevato nei confronti della temperatura, in primis la temperatura del suolo ma secondariamente anche nel comportamento della temperatura lungo la colonna d'aria nei bassi livelli dell'atmosfera. Durante l'inverno, la troposfera alle nostre latitudini ha uno spessore di circa 10.000 metri ma il più delle volte è soltanto l'ultimo chilometro di colonna d'aria a decidere le sorti del fiocco di neve nel suo ultimo grande ostacolo prima di raggiungere il suolo. Ebbene avere una vasta superficie innevata, in connubio con una circolazione sinottica adeguata, completa già metà dell'opera.

Vedremo se nei prossimi giorni, con l'arrivo delle nuove perturbazioni, questa credenza verrà rispettata.

Seguite gli aggiornamenti su meteolive.it


Autore : William Demasi

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