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NEVE: attesa vana su molte zone di pianura del nord

Minimo barico troppo basso ed assenza di un adeguato cuscino freddo. Questi due fattori non hanno consentito alla neve di raggiungere in molti casi la pianura. Tutti gli altri dettagli in questo articolo.

In primo piano - 13 Gennaio 2010, ore 10.22

Delusione questa mattina per molti appassionati di neve e gelo del nord Italia. E' vero che in alcune zone di pianura i bianchi fiocchi sono scesi, ma indubbiamente da questa perturbazione era lecito aspettarsi qualcosa di più. Non era attesa una nevicata storica...ci mancherebbe, ma una spruzzata da rendere bianco il paesaggio nel triangolo Milano-Torino-Genova era in effetti possibile. Un triangolo che invece si è imbiancato solo a metà, nelle zone dove il freddo ha resistito tenacemente alle incursioni più tiepide del Libeccio e dello Scirocco dei giorni scorsi. Come mai su diverse zone della pianura non è nevicato? Beh, questa domanda non ha una risposta scontata; si potrebbe in effetti pensare che il freddo non fosse sufficiente alla trasformazione della pioggia in neve, ma in verità il discorso è più complicato. Tanto per cominciare, la colonna d'aria era quasi completamente satura già nella giornata di ieri. In poche parole, l'umidità si era impossessata di gran parte della massa d'aria, rendendo più difficile il calo delle temperature. Il dew point (ovvero il punto di rugiada) si è assestato su valori positivi, a testimoniare l'alta concentrazione di umidità presente nell'aria. Se la massa d'aria risulta più umida, il fiocco di neve ha vita assai difficile e può fondere prima di cadere al suolo anche con temperature solitamente "da neve" tipo 2° o 1°. Seconda cosa, la quasi completa mancanza di un cuscino freddo a livello del suolo. Il cielo nei giorni precedenti è sempre stato "sporcato" da nuvolosità che non ha consentito un adeguato irraggiamento nelle ore notturne. Quando si è presentato il fronte, i livelli aerei prossimi alla pianura erano quindi privi del sopracitato cuscino. Anche questa circostanza ha ostacolato la tenuta del fiocco fino al suolo, trasformandolo inevitabilmente in acqua. Ultima cosa, ma non meno importante, la posizione del minimo barico troppo bassa. Il fronte ha solo lambito il nord Italia con la sua parte meno attiva, mentre le precipitazioni più intense si sono dirette verso la Sardegna. Le precipitazioni sono state in sostanza troppo deboli per poter creare quella omeotermia tra la quota ed il suolo in grado di manterene integri i fiocchi fino a terra. Ci fossero state maggiori precipitazioni...e più intense, le cose forse sarebbero andate diversamente. Come vedete, molti pezzi del puzzle che determina solitamente la neve al nord erano fuori posto. Succede...

Autore : Paolo Bonino

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