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NEBBIA: dove sarà maggiormente presente mercoledì?

Domani sarà una giornata a rischio. Il perché di questo fenomeno, dove si formerà e la sua influenza sul tempo di domani.

In primo piano - 18 Novembre 2003, ore 11.57

Condizioni atmosferiche anticicloniche, ventilazione assente e frequenti situazioni di inversione termica nelle vallate alpine ed appenniniche: se siamo nel semestre freddo, o più precisamente nel periodo che che va da novembre a marzo, ecco servito un cocktail a molti sgradito: quello della nebbia. L’aria più fredda, vittima dell’inerzia della bassa atmosfera, rimane “incastrata” in prossimità del suolo, dove s’impantana in una specie di “melma” allo stato gassoso. Il contributo fornito dal calore perso per irraggiamento notturno dal suolo stesso e dal conseguente raffreddamento di quest’ultimo, fa sì che il vapore acqueo tenda a condensare nei bassi strati. La conseguenza di tutto ciò è la formazione di banchi di nebbia nelle zone pianeggianti (ma non necessariamente a quote basse) e la riproposizione (anche per diversi giorni consecutivi) del fenomeno noto come “inversione termica”, fenomeno capace di regalare giornate praticamente primaverili alle località di montagna, mantenendo invece bassa e costante la temperatura delle aree geografiche situate più in basso. Nella giornata di domani, con l’ulteriore consolidamento della struttura anticiclonica che dal vicino Atlantico lancerà un ponte in direzione della penisola balcanica, ci saranno tutti gli ingredienti perché, specialmente sulla Pianura Padana, si assista alla formazione di nebbie piuttosto intense, con visibilità localmente inferiore ai 70 metri. Tra le zone più interessate, oltre ovviamente alla Pianura Padana, le zone pedemontane e vallive di Cuneese, Torinese e Alessandrino; le vallate interne lombarde e trentine; la Pianura Veneta. In queste zone la visibilità potrà diminuire fino a toccare valori prossimi ai 50-70 metri. In forma più attenuata la nebbia potrebbe facilmente interessare le valli interne del levante ligure, la Lunigiana, la Garfagnana e le aree vallive interne di Umbria e Toscana. Più esposte, al Centro, la Val Tiberina e la Val Topino (Umbria). Un po’ più al riparo il settore adriatico, anche se qui locali banchi di nebbia non sono da escludersi nelle vallate interne, specie sul Pesarese. Sul resto del Centro e al Sud il fenomeno dovrebbe essere marginale e confinato ad aree geografiche ristrette. L’unica eccezione potrebbe però venire dalla Puglia, dove – specie su Tavoliere e Penisola Sorrentina – la nebbia potrebbe far parlare di sé. Va infine detto che la nebbia potrà localmente manifestarsi come “alta”. In questo caso la sensazione sarà di trovarsi in un contesto di cielo coperto e minaccioso di pioggia. Basterebbe salire di quota, magari di soli cento metri, per rendersi conto che si tratta di strati nebbiosi presenti ad una determinata altezza e sopra i quali splende un sole di fatto primaverile. Va da sé che in una situazione del genere la pioggia non possa cadere, pur rimanendo molto elevato il tasso di umidità.

Autore : Emanuele Latini

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