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Montagna d'autunno: cinque buoni motivi per andarci!

In pochi, anzi pochissimi, pensano alla stagione autunnale come periodo prediletto per le proprie ferie da trascorrere in montagna. Noi di MeteoLive.it la pensiamo diversamente, e vi dimostriamo il perché...

In primo piano - 20 Ottobre 2004, ore 11.36

Tivù, dépliants e chiacchiere metropolitane: cambiano i luoghi e le sedi, cambiano i soggetti, ma non la sostanza. La montagna è fatta per l'inverno e per l'estate. Vuoi fare un viaggio a luglio? Eccoti mille proposte di villeggiatura sulle montagne italiane... Non ti danno le ferie per quel periodo? Nulla di preoccupante, perché ad agosto il last-minute non ha confini... Ti piacciono le ferie settembrine? Anche in questo caso, il ventaglio di proposte appare da subito sufficientemente vasto... E se invece volessi godermi la neve, il riposo invernale o la classica settimana bianca? Da gennaio a marzo c'è il "full open", ovunque tu decida di andare. E Natale, Capodanno e Pasqua? Manco a dirlo, pacchetti specifici, anche per due o tre giorni, per quelli cioè che non possono permettersi cinque giorni di ferie... Ma sorge intuitiva una domanda: cosa succede a ottobre e a novembre? Alberghi, residences e strutture ricettive varie, chi prima e chi dopo -tranne isolate eccezioni-, osservano chiusure stagionali, dedicandosi a ristrutturazioni o restauri dei locali, oppure garantendo -nella migliore delle ipotesi- servizi a metà. Come a dire: la montagna in autunno non esiste. Colpa dell'interruzione stagionale del flusso turistico, oppure dei locali che chiudono simultaneamente per ferie? Avete presente la storia del gatto o del cane che si morde la coda? Beh, il paragone non è poi così distante... Va però anche aggiunto che fortunatamente ci sono eccezioni che confermano la regola, grazie anche all'istituzione di sagre e festività paesane che a cavallo dei mesi di ottobre e novembre richiamano nei fine settimana un gran numero di turisti dalle città. Trattasi però di un turismo diverso da quello estivo ed invernale, un turismo "mordi e fuggi" che viene organizzato nell'arco del 36-48 ore e che non concede i divuti spazi alle attività all'aperto. Noi di MeteoLive abbiamo una certa idea di montagna d'autunno, e questa idea ci porta a credere che proprio durante la stagione autunnale l'ambiente montano, alpino o appenninico che sia, dia il meglio di sé, nella cornice di un'atmosfera fatta di colori, rumori, odori, esperienze e sensazioni che la predisposizione romantica dell'animo umano non può ignorare e relegare nei dimenticatoi delle proprie certezze digitali. E diciamo tutto questo fondandoci su una serie di motivi, che riassumiamo nei cinque punti seguenti. 1. Proprio alla luce di quanto fin qui detto, in autunno la montagna è più godibile perché lasciata a se stessa, perché mantenuta integra, perché non affollata dalle orde di turismo chiassoso e a volte disordinato che siamo abituati a vedere nei contesti carnevaleschi di Capodanno e Ferragosto. La montagna d'autunno è silente nei rumori e vigile ai propri suoni, solitaria e affollata di vita al contempo, lontana dall'uomo ma paradossalmente mai così vicina ad esso nello stabilire un tramite con l'irrazionale e con il trascendente. Montagna d'autunno è contemplazione, introspezione, cura dall'anima e dello spirito, silenzio e solitudine, amore e carità. 2. In autunno, la montagna lascia il suo segno tangibile anche all'occhio più distratto: i suoi colori non hanno eguali, e conferiscono alla vista panorami eccezionali. La visibilità che donano i venti da nord, o le nebbie intrinseche figlie delle correnti meridionali, ricambiano l'aria e conferiscono una varietà di scorci, di forme e di colori che distraggono, catturano e rapiscono chiunque, senza annoiare mai. In questa stagione, le sensazioni fanno della montagna un'oasi di rara, se non introvabile, bellezza. 3. Chi ama la natura, chi realizza fotografie d'ambiente montano, chi si dedica a girare documentari e chi vive la necessità del contatto con gli animali o con la gente di montagna, aspetta per lunghi mesi l'arrivo di questa stagione per esprimersi nelle proprie velleità. Non ci sono disturbatori, la montagna è di tutti e per tutti, gli animali scendono e guadagnano quote più accessibili agli uomini, senza venire spaventati dai propri osservatori. La gente di montagna fa il proprio lavoro, prepara l'inverno con le consuete fatiche senza conoscere domenica, e si mostra più disponibile al contatto umano con i turisti, assai diverso da quello che si crea con i colonizzatori ferragostani, capaci solo di invadere i villaggi di montagna trasformandoli in vere e proprie succursali cittadine, violando l'integrità della montagna con fanciullesche quanto sconvenienti attenzioni rivolte a chi in quell'ambiente ci è nato, cresciuto ed invecchiato. L'autunno ridona la montagna ai propri abitanti, uomini, animali o piante che essi siano; e chi ama la montagna non può rimanerne indifferente... 4. Il clima in autunno è di quelli ideali. Troppo spesso estate ed inverno ci mettono a disagio nelle attività da svolgere all'aria aperta, con temperature esagerate in un verso o nell'altro. In autunno questo non avviene: c'è un poco di estate e un poco di inverno, in questa stagione che mette a proprio agio chiunque dal punto di vista climatico. Nelle giornate di sole si respira un'aria mite che scalda senza affaticare, e che ci riporta indietro con la mente alle giornate d'estate non ancora archiviate; nelle giornate brumose, invece, il freddo e l'umidità si fanno sentire, scaricando le prime nevi sulle cime più alte, ma senza infastidire più di tanto, ricordandoci che in fondo il Natale è vicino... 5. Autunno in montagna significa anche vino, funghi, polenta, castagne e formaggi: e chi più ne ha, più ne metta! L'enogastronomia, nei mesi di ottobre e novembre, ci permette di degustare il meglio del meglio che la montagna sa offrirci, e una sana vacanza sotto questo aspetto non trova eguali in nessun altro angolo di mondo. La buona sorte ha voluto che il boom degli agriturismo abbia favorito questo nuovo tipo di ricettività, specialmente nei mesi autunnali, dando così un contributo importante alla valorizzazione dell'ambiente montano in quei mesi che invece scorrono lenti e annoiati nell'indifferenza sublime delle nostre città.

Autore : Emanuele Latini

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