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MODELLO EUROPEO: nuovo anticiclone in terza decade ottobrina, ma...

Viene CONFERMATO dal modello europeo il consolidamento di un nuovo, importante anticiclone nella terza decade di ottobre. Nel frattempo procede un buon raffreddamento delle aree nord-orientali europee.

In primo piano - 18 Ottobre 2017, ore 21.45

Non vi sono poi molte novità sul prossimo futuro nella circolazione atmosferica d'Europa, escluse le incertezze del fine settimana che comunque avranno una durata limitata allo spazio di poche ore, il monopolio del Mediterraneo verrà in seguito affidato ad una nuova rimonta dell'alta pressione sul bacino centrale del Mediterraneo. I nuovi canoni guida della nuova fase anticiclonica sono gli stessi che abbiamo avuto modo di osservare nel recente passato ed includeranno geopotenziali elevati, sintomatici di una figura anticiclonica molto forte e calda anche nei piani alti dell'atmosfera, valori termici elevati anche nei bassi strati, con la stima di un'isoterma di ben +15°C al piano isobarico di 850hpa (circa 1500 metri) pronosticata dal modello europeo tra martedì 24 e venerdì 27 ottobre. La tenacità della struttura sarà garantita da due figure depressionarie ai rispettivi lati dell'anticiclone a garantire una configurazione cosiddetta "ad omega" che molto probabilmente ci accompagnerà sino a fine mese. 

Uno sguardo al resto d'Europa: quali conseguenze porterà il nuovo anticiclone al di fuori del Mediterraneo? 

Nel frattempo la situazione inizia a farsi davvero preoccupante per alcune regioni del nostro Paese, laddove sono mancate le precipitazioni autunnali e la modesta perturbazione attesa tra domenica e lunedì non sarà sufficiente a colmare un deficit idrico che si protrae da molti mesi. Allo stato attuale, salvo improbabili ritrattazioni, esistono concrete probabilità affinchè alcune delle nostre regioni possano chiudere questo mese di ottobre con un deficit idrico prossimo al 100%. Il poderoso blocco alle correnti atlantiche, favorirà di riflesso un rapido raffreddamento delle pianure nord-est europee; la Scandinavia e la Russia pronte ad accogliere i primissimi rigori dell'inverno con un anticipo di almeno un mese sulla tabella di marcia. Un'eredità lasciata da una circolazione anomala quanto spiazziante per gli stessi meteorologi, la cui conseguenza negli anni futuri rimane ancora tutta da indagare. 

Seguite gli aggiornamenti su meteolive.it


Autore : William Demasi

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